L’Italia si prepara a salutare Emma Bonino e Raffaele Costa, morti entrambi venerdì 11 settembre dopo due lunghissime carriere politiche, diverse per storia e appartenenza ma entrambe centrali nel dibattito pubblico italiano. Palazzo Chigi ha comunicato le modalità delle esequie di Stato: per Costa si terranno lunedì a Mondovì, mentre per Bonino è prevista una commemorazione ufficiale a Roma.
Bonino aveva 78 anni ed era stata ricoverata nei giorni scorsi per una grave crisi respiratoria. Costa, che aveva appena compiuto 90 anni, era invece malato da tempo.
Emma Bonino e Raffaele Costa, quando e dove si terranno i funerali
I funerali di Stato di Raffaele Costa si svolgeranno lunedì alle 15 nella cattedrale di San Donato a Mondovì, in provincia di Cuneo, città alla quale l’ex ministro era rimasto profondamente legato.
Per Emma Bonino, invece, le esequie di Stato si svolgeranno in forma laica. La commemorazione ufficiale si terrà martedì alle 12.30 nella Protomoteca del Campidoglio, a Roma. Nello stesso luogo sarà allestita anche la camera ardente: resterà aperta domenica dalle 12 alle 19 e lunedì dalle 10 alle 19.
Due forme di commiato diverse, che rispecchiano anche due storie politiche profondamente differenti: quella di Costa, legata alla tradizione liberale piemontese e alle istituzioni, e quella di Bonino, costruita soprattutto attraverso le battaglie radicali per i diritti civili.
Raffaele Costa, dal Partito Liberale ai governi Amato, Ciampi e Berlusconi
Avvocato e giornalista, Raffaele Costa entrò alla Camera nella seconda metà degli anni Settanta e rimase in Parlamento fino al 2006. Nel corso della sua carriera fu più volte sottosegretario e ministro.
Ricoprì, tra gli altri, gli incarichi di ministro per le Politiche comunitarie e gli Affari regionali con Giuliano Amato, dei Trasporti durante il governo Ciampi e della Sanità nel primo esecutivo Berlusconi. Proprio da ministro della Sanità divennero noti i suoi sopralluoghi a sorpresa negli ospedali, utilizzati per verificare personalmente liste d’attesa e disservizi.
Emma Bonino, mezzo secolo di battaglie per i diritti civili
Completamente diversa, ma altrettanto lunga, la traiettoria di Emma Bonino. Nata a Bra nel 1948, entrò nella politica radicale negli anni Settanta. La battaglia per la legalizzazione dell’aborto fu uno dei primi momenti che la imposero sulla scena nazionale: nel 1975 si autodenunciò per procurato aborto, trasformando la disobbedienza civile in uno strumento politico.
Da allora la sua attività si è estesa alla lotta contro la pena di morte, ai diritti delle donne, alla giustizia internazionale e all’integrazione europea. È stata deputata, senatrice, europarlamentare, commissaria europea e ministra degli Esteri nel governo Letta. Negli ultimi anni aveva continuato la propria attività politica attraverso +Europa nonostante i problemi di salute e il tumore ai polmoni diagnosticato nel 2015.
La morte nello stesso giorno di Costa e Bonino chiude due percorsi che hanno attraversato Prima e Seconda Repubblica: quello del liberalismo istituzionale piemontese e quello radicale, costruito soprattuto intorno alle battaglie per i diritti civili
