Nuovo passaggio nel procedimento giudiziario per la morte di Giulio Regeni. La Corte d’Assise di Roma ha respinto le eccezioni sollevate dai legali dei quattro agenti dei servizi segreti egiziani imputati nel processo, confermando così la prosecuzione del dibattimento. La prossima tappa è fissata per il 23 giugno, data in cui la Procura presenterà la propria requisitoria.
Processo Regeni, giudici respingono le eccezioni delle difese
Al centro della decisione c’era la richiesta avanzata dalle difese degli imputati, che avevano sostenuto come la loro assenza fosse legata al timore di possibili ritorsioni da parte delle autorità egiziane. I giudici della prima Corte d’Assise hanno però rigettato tale impostazione, accogliendo di fatto la linea sostenuta dalla Procura.
Il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco aveva infatti chiesto che l’istanza fosse dichiarata inammissibile o, in alternativa, respinta. La Corte ha condiviso questa valutazione, ritenendo non sufficientemente fondate le argomentazioni presentate dai difensori.
Le motivazioni contenute nel provvedimento
Nelle quattro pagine dell’ordinanza, i magistrati spiegano che l’ipotesi prospettata dalle difese non trova riscontro in elementi concreti. Secondo la Corte, l’eventuale paura di presentarsi in aula presupporrebbe necessariamente la conoscenza dell’esistenza del processo.
I giudici sottolineano inoltre che non emergono circostanze oggettive tali da dimostrare impedimenti superiori alla volontà degli imputati. Per questo motivo è stata confermata la validità della dichiarazione di assenza già pronunciata nel corso del procedimento.
Processo Regeni, possibile una futura richiesta di rinnovazione
Nel provvedimento viene comunque precisato che, qualora gli imputati dimostrassero in futuro di essere stati impossibilitati a partecipare al processo per cause di forza maggiore, potrebbero chiedere la rinnovazione del procedimento.
La Corte richiama in questo senso i principi espressi dalla giurisprudenza costituzionale, evidenziando che eventuali situazioni impeditive adeguatamente documentate potrebbero essere valutate in una fase successiva.
Attesa per la requisitoria del 23 giugno
Con il rigetto delle eccezioni difensive, il processo entra ora in una fase particolarmente importante. Nella prossima udienza, prevista per il 23 giugno, la parola passerà alla Procura, che presenterà la requisitoria davanti alla Corte d’Assise di Roma.
Si tratta di un momento centrale del procedimento, destinato a segnare uno dei passaggi più rilevanti nel percorso giudiziario avviato per fare luce sul sequestro, le torture e l’uccisione di Giulio Regeni, il ricercatore italiano scomparso al Cairo nel gennaio 2016 e ritrovato morto pochi giorni dopo.
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