Dopo l’arresto per minacce e tentata aggressione al console onorario d’Italia, Tamer Hamouda potrebbe tornare in libertà pagando una cauzione minima.
La vicenda di Nessy Guerra continua a riservare sviluppi che tengono alta l’attenzione dell’opinione pubblica italiana. La giovane donna di Sanremo, bloccata in Egitto insieme alla figlia di tre anni dopo una condanna per adulterio e un divieto di espatrio, si trova ora ad affrontare un nuovo capitolo della sua lunga battaglia giudiziaria.
Dopo l’arresto dell’ex marito Tamer Hamouda, accusato di aver minacciato e tentato di aggredire il console onorario italiano a Hurghada, sembrava essersi aperto uno spiraglio per la sicurezza della donna. Tuttavia, una nuova decisione delle autorità egiziane potrebbe cambiare nuovamente lo scenario.
Perché l’ex marito potrebbe tornare in libertà
Secondo quanto riferito dalla stessa Nessy Guerra sui social, Tamer Hamouda potrebbe lasciare il carcere pagando una cauzione di 5mila sterline egiziane, equivalenti a circa 83 euro. Una cifra che ha suscitato forte indignazione nella donna, che da anni denuncia minacce e intimidazioni da parte dell’ex coniuge.
“Le nostre vite valgono 83 euro?”, ha dichiarato la giovane italiana, spiegando di temere conseguenze per sé e per la figlia qualora l’uomo dovesse essere nuovamente rimesso in libertà. La donna vive da tempo in una località segreta insieme ai genitori e alla bambina, cambiando frequentemente abitazione per motivi di sicurezza.
L’arresto era avvenuto dopo una denuncia presentata dal console onorario italiano in Egitto, che aveva segnalato minacce e un tentativo di aggressione da parte di Hamouda. L’uomo risulta inoltre già condannato dalla magistratura italiana per reati commessi nel nostro Paese, tra cui stalking, lesioni personali, furto e truffa.
Nessy Guerra, una vicenda che coinvolge anche l’Italia
Il caso della giovane italiana è seguito da mesi dalla Farnesina e dalle autorità diplomatiche italiane. Guerra è stata condannata in Egitto a sei mesi di detenzione e lavori forzati per adulterio, accusa avanzata dall’ex marito, e non può lasciare il Paese insieme alla figlia a causa del divieto di espatrio imposto dalle autorità locali.
La sua avvocata sta preparando un ricorso contro la condanna e continua a lavorare per ottenere la revoca delle restrizioni che impediscono alla donna e alla bambina di rientrare in Italia. Nel frattempo, Nessy Guerra ha rinnovato l’appello alle istituzioni italiane affinché intervengano per garantire la loro sicurezza.
La possibile scarcerazione di Hamouda rappresenta dunque un nuovo elemento di preoccupazione in una vicenda che da anni intreccia giustizia, diplomazia e diritti familiari. Mentre si attendono decisioni definitive delle autorità egiziane, la donna continua a chiedere protezione e la possibilità di tornare nel suo Paese insieme alla figlia.
