Torino, 21 aprile 2026 – Luciana Littizzetto, celebre comica e conduttrice italiana, si è aperta in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, offrendo uno spaccato intimo e ironico della sua vita personale e professionale. Nata a Torino nel 1964, Littizzetto ha costruito una carriera solida, caratterizzata da un’ironia tagliente e da una capacità unica di raccontare le sfide della quotidianità, come quella legata alla menopausa e ai suoi effetti, tra cui la nota “brain fog”, ossia la nebbia mentale.
Un percorso segnato dall’ironia e dalla determinazione
L’attrice e scrittrice torinese ha raccontato come la sua famiglia abbia vissuto con ambivalenza il suo successo nel mondo dello spettacolo: «I miei genitori non erano affatto contenti del mestiere che facevo», ha dichiarato. Anche il trionfo sul palco di Sanremo, evento di grande visibilità, non fu accolto con entusiasmo da loro: «Erano orgogliosi, ma mi pregarono di non farlo più, temevano l’idea che fossi davanti a tutta quella gente». Questo contrasto, ha spiegato, l’ha temprata: «Devo ringraziare i miei genitori, perché dandomi contro mi hanno indurito la scorza. Alla fine volevo riuscire a tutti i costi».
La sua carriera è iniziata nell’ambito della musica e dell’insegnamento prima di approdare al cabaret e alla televisione, passando per il doppiaggio e la scrittura. Nel corso degli anni, Littizzetto ha saputo rinnovarsi, affermandosi come una delle voci più riconoscibili e amate del panorama italiano.
Famiglia e scelte di vita
Luciana ha anche parlato con commozione del rapporto con i figli Vanessa e Jordan, che le sono stati affidati quando erano già adolescenti. Oggi, a distanza di molti anni, il legame si è consolidato: «Il confronto è sullo stesso piano, cerco di non essere sfinente anche se non sempre ci riesco». Nonostante non la chiamino “mamma”, la comica ha accettato una richiesta importante: «Hanno espresso il desiderio di avere il mio cognome, stiamo aspettando che la burocrazia faccia il suo corso».
La fragilità oltre la luce dello spettacolo
L’intervista ha svelato anche una dimensione più fragile dell’artista, legata alla salute e alla solitudine che può accompagnare momenti difficili. Un anno fa fu ricoverata in ospedale per una pancreatite. Pur circondata dall’affetto, ha confessato: «Mi è mancato un compagno, quell’intimità che ti permette di piangere e di dire: ho paura». Questo racconto rivela un lato umano e vulnerabile, spesso nascosto dietro la maschera della comicità.
Luciana Littizzetto continua così a incarnare una figura di donna forte, ironica e autentica, capace di raccontare con leggerezza e profondità le complessità della vita.






