Roma, 21 aprile 2026 – Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è intervenuto oggi in Aula alla Camera dei Deputati per fare chiarezza sul tema dei rimpatri volontari assistiti all’interno del Dl sicurezza in discussione. Il ministro ha sottolineato l’importanza etica di questa procedura, ribadendo che non si tratta di un’invenzione recente, ma di uno strumento previsto da oltre un decennio sia dalla normativa italiana che da quella europea.
Rimpatri volontari assistiti: un ambito da correggere
Durante il suo intervento, Piantedosi ha spiegato che i rimpatri volontari assistiti permettono ai migranti che ne fanno richiesta di tornare nel proprio paese di origine in sicurezza e con l’assistenza necessaria. Questa modalità è stata incoraggiata e sostenuta dalla Commissione Europea, e l’Italia, ha rimarcato il ministro, è ad oggi tra i paesi che ne fanno un uso più limitato rispetto ad altri Stati membri. I rimpatri volontari rappresentano un’alternativa ai più controversi rimpatri forzosi, e sono in linea con gli obiettivi europei di gestione dell’immigrazione.
Tuttavia, il ministro ha anche evidenziato l’esistenza di alcune sensibilità e criticità emerse durante il dibattito parlamentare su un punto specifico della norma, annunciando che il governo si predisporrà a una correzione normativa per rispondere a queste preoccupazioni. Piantedosi ha infine rivolto un invito deciso al Parlamento affinché approvi il testo del decreto sicurezza, auspicando che al più presto si possano aggiungere anche la riforma della polizia locale e l’integrazione del patto europeo su asilo e immigrazione.






