Madrid, 12 maggio 2026 – L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha segnalato un focolaio di hantavirus a bordo della nave Hondius, con un totale di 11 casi sospetti, di cui 9 confermati positivi al virus. La situazione, tuttavia, non desta particolare preoccupazione a livello globale. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, affermando che il rischio per la salute pubblica internazionale rimane basso. La notizia arriva a seguito dell’evacuazione di circa 120 passeggeri dalla nave.
Situazione attuale e misure adottate per l’Hantavirus
Secondo quanto riportato da Ghebreyesus, i numeri dei casi sono rimasti sostanzialmente stabili nelle ultime settimane grazie alla collaborazione di diversi governi. Non si sono registrati decessi dal 2 maggio, segno che le misure di contenimento stanno funzionando. I passeggeri evacuati sono stati trasportati in ospedale con veicoli protetti e al momento risultano asintomatici, riducendo ulteriormente il rischio di trasmissione.
Il punto di vista degli esperti italiani
In Italia, la virologa di rilievo internazionale Ilaria Capua, senior fellow presso la Johns Hopkins University a Bologna e direttrice emerita del One Health Center of Excellence della Florida University, ha commentato il focolaio sottolineando che l’hantavirus è un virus che si trasmette difficilmente da uomo a uomo. Ricordando il caso tragico dell’ornitologo e della moglie, morti dopo aver dormito nella stessa cabina della nave, Capua ha tranquillizzato l’opinione pubblica affermando che il rischio di diffusione in Italia è “quanto più vicino allo zero”.
La scienziata ha inoltre spiegato che, contrariamente al recente ricordo della pandemia di Covid-19, questo virus non ha la capacità di generare una emergenza pandemica. Focolai simili si sono verificati recentemente in Argentina senza suscitare particolari allarmi, nonostante l’assenza di misure di sicurezza rigorose. Ilaria Capua ha inoltre evidenziato come la gestione dei passeggeri dalla nave, con evacuazioni protette e monitoraggio, abbia contribuito a mantenere il rischio di contagio praticamente nullo.




