Tre nuovi casi di hantavirus tra i passeggeri della MV Hondius sono stati confermati solo ieri. La nave da crociera, appena sbarcata, resta al centro di un’allerta sanitaria che non accenna a placarsi. Nonostante l’Oms tenti di rassicurare, la situazione si complica: quarantene e isolamenti si moltiplicano in diversi Paesi europei. Nei Paesi Bassi, dove sono atterrati i voli con gli ultimi 28 evacuati, 12 operatori sanitari finiscono in isolamento dopo un errore nella gestione di campioni biologici. Un intreccio delicato, che coinvolge più nazioni e mette sotto pressione i protocolli di sicurezza.
L’hantavirus continua a preoccupare
I due ultimi voli con a bordo 28 persone evacuate dalla Hondius sono arrivati ieri sera a Eindhoven, nei Paesi Bassi. Tra i passeggeri c’erano sei ex ospiti della nave – quattro australiani, un neozelandese e un britannico residente in Australia – insieme a 19 membri dell’equipaggio, personale medico specializzato, un epidemiologo dell’Oms e un esperto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie . Lo sbarco nell’arcipelago delle Canarie è stato rallentato dalle condizioni meteo avverse, rendendo ancora più delicata l’operazione.
All’arrivo, i passeggeri sono stati accolti con mascherine e camici medici e subito portati in una struttura di quarantena vicino all’aeroporto, prima di proseguire verso le loro destinazioni. La sorveglianza sanitaria resta strettissima per evitare nuovi contagi e monitorare tempestivamente eventuali nuovi casi. Il personale sanitario continua a seguire con rigore i protocolli di isolamento e sicurezza.
L’allarme che non cala: quarantene e precauzioni in Europa
Nonostante le rassicurazioni sul basso rischio di diffusione nella popolazione generale, l’allerta resta alta. In Italia, ad esempio, due marittimi sono stati messi in quarantena obbligatoria in Campania e Calabria. Nei Paesi Bassi, invece, 12 operatori sanitari sono isolati dopo aver commesso errori nella gestione di campioni di sangue e urina di un paziente positivo. Questi episodi mettono in luce quanto sia fondamentale un controllo rigoroso e procedure precise per evitare contaminazioni involontarie.
Il ministero della Salute italiano ha pubblicato una circolare che raccomanda 45 giorni di quarantena fiduciaria per i contatti stretti, insieme a un’intensificazione della sorveglianza sanitaria. Il motivo è la possibilità, seppur bassa, di trasmissione tra persone e le differenze nelle misure adottate dai Paesi coinvolti nel rimpatrio. Gli esperti insistono sull’importanza di isolare subito i casi sospetti per fermare la diffusione e invitano tutti a rispettare con attenzione le norme igieniche e di prevenzione, soprattutto chi viaggia.
Cosa dicono gli esperti: precauzioni e controlli
L’Oms conferma che il rischio per la popolazione europea è basso, ma invita a non abbassare la guardia, visto che il virus può incubare fino a sei settimane. I controlli su passeggeri ed equipaggio proseguono, con particolare attenzione ai sintomi respiratori e a ogni segnale di infezione. La prudenza resta la parola d’ordine per isolare nuovi casi e bloccare eventuali catene di contagio.
Le società scientifiche italiane, come la SIMIT , ribadiscono le regole base: lavarsi spesso le mani, indossare la mascherina in caso di sintomi, evitare contatti stretti con persone malate e mantenere buone abitudini igieniche durante i viaggi. Questi semplici accorgimenti sono essenziali per limitare la diffusione e contenere l’epidemia.
Le autorità europee e internazionali restano in allerta, pronte a seguire da vicino ogni sviluppo. A fine maggio 2026 la situazione è ancora in evoluzione, con un coordinamento internazionale che punta a fermare il virus senza creare panico, proteggendo passeggeri, equipaggi e popolazioni coinvolte.




