Roma, 26 aprile 2026 – Dopo diversi rinvii, è attesa per questa settimana, probabilmente giovedì, una riunione cruciale del Consiglio dei Ministri (CdM) che vedrà l’approdo del Piano Casa italiano. Il progetto, con una dotazione iniziale di quasi un miliardo di euro, mira a mettere a disposizione almeno 100.000 alloggi a prezzi accessibili per categorie vulnerabili come giovani coppie, genitori separati, lavoratori e studenti fuori sede, disabili, donne vittime di violenza, famiglie con minori a carico e famiglie monogenitoriali. Oltre al Piano Casa, il CdM della settimana affronterà anche la questione legata al taglio delle accise sulla benzina e non solo.
Il Piano Casa: un investimento strutturale e pluriennale
La cifra iniziale stanziata per il piano è di 970 milioni di euro, ma è prevista la possibilità di arrivare fino a 1,1 miliardi attingendo ai fondi di coesione fino al 2030. Questa dotazione è stata confermata nel recente allegato Infrastrutture presentato dal governo a corredo del Documento di finanza pubblica (Dfp). Il piano è stato definito dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni come “robusto e strutturale”, con l’obiettivo di rendere disponibili oltre 100.000 abitazioni popolari e a prezzi calmierati nel corso del prossimo decennio.
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha competenze sulla politica abitativa, ha ribadito l’intenzione di recuperare “circa 100.000 case oggi non utilizzate” e ha confermato l’approvazione del piano entro la prossima settimana.
Il ministro degli Affari Europei e delle politiche della Coesione, Tommaso Foti, ha sottolineato come l’intervento si inserisca in un quadro più ampio di finanziamenti, tra cui la riprogrammazione di 7 miliardi dai Fondi Coesione, di cui 1,9 miliardi destinati alle politiche della casa. Complessivamente, il ministero di Foti mette a disposizione risorse per 3,8 miliardi, che rappresentano circa la metà del valore complessivo del futuro Piano Casa.
L’esecutivo punta inoltre a snellire le procedure normative per le riqualificazioni edilizie e a coinvolgere attivamente soggetti privati come banche, fondi immobiliari e società di gestione del risparmio (Sgr), per accelerare la realizzazione degli obiettivi abitativi.
Taglio accise sulla benzina e altri temi all’ordine del giorno
Oltre al Piano Casa, il CdM della settimana affronterà il cosiddetto “pacchetto lavoro”, che comprende misure come bonus per giovani e donne, agevolazioni nelle Zone Economiche Speciali (Zes) e possibili ipotesi di detassazione delle quattordicesime. Inoltre, si discuterà della proroga o meno del taglio delle accise sulla benzina, questione che tuttavia non troverebbe copertura nell’eventuale scostamento di bilancio previsto.
Il governo e la maggioranza stanno infatti valutando uno scostamento di bilancio che potrebbe essere formalizzato proprio giovedì con la risoluzione di maggioranza sul Documento di finanza pubblica. Tuttavia, all’interno della maggioranza si registrano tensioni significative sull’argomento.
Infine, rimangono da definire le nomine dei vertici di Consob e Antitrust, due nomine chiave per la regolamentazione dei mercati finanziari e la tutela della concorrenza nel Paese.
Interesse e confronto europeo
Il Piano Casa italiano si inserisce in un contesto europeo di crescente attenzione alla questione abitativa. Il vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco, Angelo Camilli, ha espresso un giudizio positivo sul Piano europeo per l’abitare sostenibile, evidenziando come sia cruciale procedere rapidamente anche in Italia con l’attuazione del Piano Casa annunciato dal governo.
A livello continentale, altri Paesi hanno già adottato misure importanti: ad esempio, il governo spagnolo ha recentemente approvato un Piano statale per la casa con un investimento di 7 miliardi di euro, triplicando le risorse rispetto al precedente programma, per far fronte all’emergenza abitativa e garantire alloggi accessibili ai cittadini.
La settimana corrente sarà dunque cruciale per definire le strategie e le risorse italiane in materia abitativa, in un momento di particolare attenzione alle fasce più fragili della popolazione.






