Milano, 22 aprile 2026 – Proseguono le indagini sull’inchiesta che ha scosso il mondo dello sport e della movida milanese, con quattro persone arrestate per il presunto sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di escort impiegate soprattutto per clienti tra calciatori e altri sportivi di alto profilo. I quattro arrestati saranno interrogati la prossima settimana davanti al giudice per le indagini preliminari (GIP) Chiara Valori.
Interrogatori davanti al Gip e misure cautelari
Lunedì 27 aprile è fissata la serie di interrogatori di garanzia che coinvolgerà Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, coppia nella vita e ritenuta promotrice e dominus dell’organizzazione, oltre ad Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, presunti partecipi con compiti di gestione delle ragazze e degli incontri con i clienti, tra cui figurano numerosi calciatori di serie A e altri sportivi. Tutti e quattro si trovano agli arresti domiciliari da due giorni.
Parallelamente, la Procura di Milano ha disposto un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di oltre 1,2 milioni di euro nei confronti di tre arrestati, tra cui anche Salamone, collaboratore della coppia Buttini-Ronchi, e di un altro indagato. Le attività investigative, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza sotto la direzione della procuratrice aggiunta Bruna Albertini, mirano a bloccare i presunti profitti illeciti del giro di prostituzione, con particolare attenzione ai conti correnti italiani ed esteri, in particolare in Lituania, dove sarebbero stati dirottati e successivamente spostati i fondi.
Le testimonianze delle escort e i collegamenti con i calciatori
Nel corso delle indagini sono state ascoltate come testimoni alcune delle giovani escort coinvolte, di età compresa tra i 19 e i 22 anni, di cui circa una decina si sarebbero prostituite mentre le altre erano impiegate come ragazze immagine o accompagnatrici durante le serate in locali di Milano e Mykonos, base estiva dell’organizzazione. Le ragazze hanno riferito di essere state «a disposizione», sia all’interno dei locali sia in contatti diretti con i clienti più speciali, confermando il quadro di sfruttamento e favoreggiamento emerso dalle intercettazioni telefoniche.
Nelle intercettazioni e nei dispositivi sequestrati compaiono centinaia di parole chiave e nomi di calciatori di prima fascia, mai indagati, ma oggetto di ricerche da parte degli investigatori: tra questi figurano cognomi come Cancellieri, Giroud, Hakimi, Maldini, Petagna, Ranocchia, Skriniar, Vicario, Zortea, e nomi completi quali Soualiho Meite, Nuno Tavares e Carlos Augusto. Sono inoltre indicati riferimenti a squadre come Milan, Inter, Juventus, Torino, Sassuolo, Monza, Lazio, Como e Verona, nonché a sport diversi come l’hockey e persino a un pilota di Formula 1.
Un particolare rilievo assume la conferma del ruolo svolto da Deborah Ronchi e Emanuele Buttini, titolari della Ma.De. Milano, un’agenzia di eventi che avrebbe reclutato e gestito le ragazze impiegate nel giro di incontri con i clienti vip. Le serate erano organizzate in 26 locali della movida milanese e in alcuni locali a Mykonos, con un sistema di percentuali sulle consumazioni pagate dai calciatori, che potevano arrivare anche a 3.000 euro per serata.
I dettagli emersi dall’inchiesta
Dalle conversazioni intercettate è emerso che il gruppo si preoccupava di «acchiappare» nuovi clienti, con una rete che comprendeva anche collaboratori come Fabio Barbera e Alessio Salamone, entrambi agli arresti domiciliari per i contatti con calciatori di fama internazionale. Le ragazze coinvolte hanno testimoniato anche riguardo alla presenza di sostanze stupefacenti, tra cui gas esilarante e hashish, utilizzate durante le feste per facilitare gli incontri.
In un contesto più ampio, emergono elementi che rafforzano il quadro investigativo: durante le audizioni, alcune escort hanno confermato di aver avuto rapporti a pagamento con calciatori, con una di loro che ha riferito di essere incinta in seguito a un incontro con un giocatore di una squadra di serie A. Inoltre, sono stati ascoltati come testimoni anche alcuni dipendenti dei locali coinvolti.






