Ramallah, 22 aprile 2026 – Continua la spirale di violenza in Cisgiordania, dove un uomo palestinese è stato ucciso oggi in un attacco da parte di coloni israeliani nella zona centrale occupata. L’episodio segue di un solo giorno la morte di altri due palestinesi, tra cui un adolescente, in circostanze analoghe.
Cisgiordania: nuova vittima a Deir Dibwan, indagini in corso
Secondo il ministero della Salute palestinese, Awda Atef Awawdeh, 25 anni, è stato ucciso a Deir Dibwan, a est di Ramallah, territorio sotto occupazione israeliana dal 1967 e teatro di frequenti scontri tra palestinesi e coloni. La Mezzaluna Rossa palestinese aveva segnalato che una persona era stata ferita alla schiena durante un attacco armato dei coloni. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver avviato un’indagine sull’accaduto.
L’ufficio stampa dell’Autorità Palestinese ha inoltre denunciato che le forze israeliane hanno arrestato diversi residenti di Deir Dibwan, pubblicando immagini di decine di uomini portati via in fila indiana da militari israeliani.
Cresce l’escalation di violenza e impunità dei coloni
Questi eventi si inseriscono in un contesto di escalation delle violenze in Cisgiordania, dove gli attacchi dei coloni israeliani contro i palestinesi sono in aumento, con danneggiamenti di proprietà, furti di bestiame e incendi di uliveti. Le autorità israeliane, in particolare da quando il ministro della Sicurezza nazionale è l’ultranazionalista Itamar Ben-Gvir, sono state più volte accusate di non perseguire i responsabili tra i coloni, alimentando un clima di impunità.
Secondo dati di organizzazioni per i diritti umani come Yesh Din, tra il 2005 e il 2022 il 93% delle indagini su attacchi dei coloni si è concluso senza incriminazioni. Nel 2022 le Nazioni Unite hanno registrato 621 attacchi di coloni israeliani contro palestinesi nella Cisgiordania occupata.
Il fenomeno degli insediamenti israeliani – comunità di cittadini israeliani nei territori palestinesi occupati – è un nodo cruciale del conflitto. La loro costruzione è considerata illegale dalla comunità internazionale, in violazione della Quarta Convenzione di Ginevra, mentre Israele ne sostiene la legittimità, continuando a incentivarne lo sviluppo nonostante le ripetute condanne internazionali.






