Roma, 27 aprile 2026 – Il Ministero della Giustizia ha avviato un’istruttoria interna sul caso della concessione della grazia a Nicole Minetti, a seguito della formale richiesta pervenuta dal Quirinale. L’indagine mira a verificare la documentazione e la legittimità dell’atto di clemenza, alla luce delle recenti rivelazioni giornalistiche che hanno sollevato dubbi e polemiche.
Verifiche ministeriali e ruolo del Quirinale
Il Ministero della Giustizia, con sede in via Arenula a Roma, sta collaborando con la Procura Generale della Corte di Appello di Milano, che aveva espresso il parere favorevole, benché non vincolante, alla concessione della grazia. Questo parere è stato firmato dal sostituto procuratore Gaetano Brusa, già presidente del Tribunale di Sorveglianza di Genova. I primi risultati delle verifiche ministeriali sono attesi entro 24 ore, come riferito da fonti ufficiali.
Su indicazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’ufficio stampa del Quirinale ha ufficialmente richiesto al Ministero della Giustizia di acquisire informazioni urgenti e approfondite sulle notizie apparse sulla stampa. Tali articoli, pubblicati dal Fatto Quotidiano, riportano dettagli controversi relativi a presunte attività legate a Nicole Minetti in Uruguay e a elementi contestati nella domanda di grazia, in particolare riguardo allo stato di salute e alla situazione familiare di un minore a lei legato.
La concessione della grazia a Minetti
La grazia, concessa l’11 aprile 2026 dal Presidente Mattarella per motivi umanitari, si basa, secondo la nota ufficiale del Quirinale, sulle gravi condizioni di salute di un parente minore di Minetti, che necessita di cure specialistiche. Questo aspetto è stato mantenuto riservato per tutelare la privacy del minore, in linea con le normative vigenti.
L’atto di clemenza, come previsto dall’articolo 87 della Costituzione italiana, è stato preceduto da un’istruttoria approfondita con parere favorevole del Ministro della Giustizia Carlo Nordio e del Procuratore Generale della Corte di Appello. Nonostante ciò, la decisione ha innescato una forte reazione sui social network, con molte critiche e accuse di ingiustizia.
Il portavoce del Presidente della Repubblica, Giovanni Grasso, ha sottolineato che si tratta di un caso “molto particolare” e che la relazione favorevole è stata “molto ampia”. Tuttavia, per motivi di tutela della privacy, non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla situazione sanitaria del minore coinvolto.






