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Fondo cinema e audiovisivo, Giuli annuncia 100 milioni. Le opposizioni: “Una presa in giro”

Il ministro della Cultura annuncia il rifinanziamento del fondo con risorse inutilizzate, ma le associazioni e le opposizioni chiedono maggiori garanzie per il settore

by Giacomo Camelia
7 Novembre 2025
Il ministro Alessandro Giuli

Il ministro Alessandro Giuli | ANSA/Emanuele Valeri - Alanews.it

Roma, 7 novembre 2025 – Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli ha annunciato il recupero di oltre 100 milioni di euro destinati al rifinanziamento del fondo per il cinema e l’audiovisivo, una mossa volta a mitigare gli effetti dei pesanti tagli previsti nella legge di bilancio. Tuttavia, questa azione non è stata sufficiente a placare le preoccupazioni del settore, che rimane in stato di allarme.

Giuli e il decreto ministeriale per il fondo cinema e audiovisivo

Nel corso del 2025, il Ministero della Cultura (MiC) ha pubblicato un decreto interministeriale che ha permesso di destinare risorse inutilizzate negli anni precedenti – in particolare del 2022 – al sostegno della filiera cinematografica e audiovisiva. Alessandro Giuli ha spiegato che si tratta di fondi “inutilizzati” e in parte ancora esigibili per il 2026, che sono stati riassegnati al fondo per il cinema e l’audiovisivo con l’obiettivo di garantire continuità e supporto a un comparto strategico per l’economia culturale italiana.

Una sala cinematografica vuota
alanews.it

Il ministro ha sottolineato che, nonostante i tagli imposti dalla legge di bilancio, il Ministero ha lavorato per rendere più trasparenti e virtuose le procedure di accesso al Tax credit, riducendo zone d’ombra e abusi che in passato avevano danneggiato la reputazione e le risorse del settore. Questo intervento, secondo Giuli, rappresenta “un atto di responsabilità collettiva” che conferma la volontà del MiC di sostenere l’intera catena del valore cinematografico, dai tecnici ai produttori, passando per sceneggiatori, registi e maestranze.

Il rifinanziamento si inserisce inoltre in un più ampio contesto di riforma, in particolare nel lavoro in corso sul Codice dello spettacolo, e si affianca agli investimenti per la tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali, che il ministero considera oggi al centro della propria missione.

La reazione delle associazioni di settore: “Buone intenzioni non bastano”

Nonostante il gesto di Giuli, le associazioni di categoria Anica, Apa e Cna hanno espresso una posizione critica, sottolineando che i 100 milioni recuperati non sono sufficienti a compensare i tagli superiori ai 140 milioni previsti dalla legge di bilancio per il 2025 e 2026. In un comunicato congiunto, le organizzazioni hanno apprezzato l’intento di reperire liquidità immediata e la volontà manifestata dal ministro di ripristinare le risorse per i contributi automatici, ma hanno ribadito che resta cruciale tutelare i diritti acquisiti e ripristinare integralmente i fondi tagliati.

Il settore teme che la mancanza di risorse adeguate possa generare una crisi strutturale, con pesanti ripercussioni occupazionali e negative sull’intera economia italiana legata al cinema e all’audiovisivo. Pertanto, fino al completo recupero delle risorse tagliate, il clima rimane di forte preoccupazione.

L’attacco delle opposizioni e le critiche all’operato del ministro

Dal fronte politico, l’esponente del Movimento 5 Stelle Gaetano Amato ha duramente criticato il ministro Giuli, definendo la sua comunicazione “una presa in giro” per il settore. Amato ha spiegato che i 100 milioni annunciati non rappresentano fondi nuovi, bensì una mera redistribuzione di somme già esistenti e mai assegnate, rimaste ferme negli archivi ministeriali a causa di inefficienze amministrative e carenza di personale.

Secondo il deputato, si tratta di risorse residue dei contributi automatici degli anni 2022, 2023 e 2024, che non incrementano il fondo ma servono solo a coprire i tagli previsti dalla legge di bilancio. Amato ha definito l’intervento come un “gioco delle tre carte” e una dimostrazione della mancanza di trasparenza e di una vera politica culturale da parte del governo, accusando il ministro di diffondere menzogne e di utilizzare la comunicazione per creare false aspettative.

Tags: Alessandro Giuliprima pagina

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