La vicenda delle dichiarazioni di Sigfrido Ranucci sul ministro della Giustizia Carlo Nordio continua a far discutere, tra richiami formali, accuse incrociate e reazioni politiche. Il giornalista di Report ha reagito alla lettera inviata dalla Rai rivendicando il valore della libertà di informazione e dicendosi pronto ad affrontare il ministro in tribunale.
La replica di Ranucci
Su Facebook, Ranucci ha spiegato di aver appreso la notizia dal lancio ANSA prima ancora della comunicazione diretta dell’azienda. Ha però ribadito di non avere alcun timore nel confrontarsi in sede giudiziaria con Nordio, ricordando che il guardasigilli è anche il custode dell’Albo dei giornalisti. Per il conduttore, la libertà di informazione è un principio non negoziabile e un valore essenziale.
La lettera di richiamo della Rai a Ranucci
Secondo quanto si apprende, l’azienda ha inviato a Ranucci un richiamo formale per le affermazioni pronunciate nell’ultima puntata di “È sempre Cartabianca” su Rete 4. Al centro della contestazione c’è una notizia diffusa dal giornalista sulla possibile presenza di Nordio nel ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, in Uruguay. La Rai ritiene che si tratti di un’informazione non verificata, circostanza che lo stesso Ranucci avrebbe in parte ammesso in trasmissione.
Il nodo della tutela legale
Nel caso in cui il ministro decidesse davvero di procedere per vie legali, la Rai sarebbe orientata a non garantire la consueta copertura giuridica. L’azienda, pur senza esplicitarlo nero su bianco nella lettera, ritiene che Ranucci non abbia rispettato i criteri di correttezza richiesti ai dipendenti del servizio pubblico. Una posizione che segnerebbe una differenza netta rispetto alla manleva normalmente assicurata per i servizi di Report.
L’obiezione sulla partecipazione di Ranucci a un programma concorrente
A rendere ancora più delicata la vicenda è anche il contesto televisivo in cui Ranucci è intervenuto. I vertici Rai avrebbero giudicato inopportuna la sua presenza in un programma concorrente, soprattutto perché autorizzato soltanto a parlare del proprio libro. Nella comunicazione aziendale, tuttavia, questo passaggio non viene citato in modo esplicito. Rimane invece centrale l’accusa di avere diffuso una notizia priva di riscontri certi.
La smentita immediata di Nordio
Il ministro ha respinto con decisione la ricostruzione, intervenendo telefonicamente in trasmissione per smentire tutto. Nordio ha negato di essere stato nel ranch indicato da Ranucci e ha spiegato che i suoi spostamenti risultano documentati, precisando di aver effettuato in passato una missione ufficiale di tre giorni tra Argentina e Uruguay. Ha inoltre evocato la possibilità di ricorrere ai magistrati, parlando di un limite oltre il quale non intende andare.
La posizione di Barbara Floridia
Sulla questione è intervenuta anche Barbara Floridia, presidente della commissione di Vigilanza Rai, che ha definito molto grave il richiamo a Ranucci. Secondo la senatrice, il provvedimento avrebbe una valenza politica evidente e meriterebbe chiarimenti approfonditi da parte dell’azienda. Floridia ha parlato di un clima tossico e di un eccesso di zelo nei confronti del giornalista e di Report, giudicando la situazione incompatibile con il servizio pubblico.
Le critiche alla mancata copertura legale
Particolarmente dura anche la reazione della presidente della Vigilanza al passaggio in cui la Rai prospetterebbe l’assenza di tutela legale nel caso di una querela da parte di Nordio. Per Floridia, quel messaggio suonerebbe come una forma di intimidazione inaccettabile, tanto più se rivolta a un giornalista sotto scorta che in passato ha già subito uno degli attentati più gravi degli ultimi anni.
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