Tel Aviv, 30 aprile 2026 – Prosegue la tensione nel Mediterraneo orientale con l’intercettazione di numerose imbarcazioni della Global Sumud Flotilla da parte della Marina israeliana al largo di Creta. L’operazione, che ha visto coinvolte oltre 20 navi, ha portato al sequestro di circa 50 imbarcazioni e all’arresto di oltre 400 attivisti, secondo quanto riportano fonti israeliane e media internazionali.
Flotilla, navi intercettate al largo di Creta, attivisti in arresto
Secondo il tracker nautico ufficiale della Global Sumud Flotilla, aggiornato nelle prime ore del mattino, almeno 22 navi sono state fermate a ovest dell’isola greca di Creta, mentre altre 36 imbarcazioni risultano ancora in navigazione, di cui due dirette verso la Grecia continentale. La flottiglia, partita da porti europei come Genova e Barcellona, è composta da circa 50 piccole imbarcazioni con a bordo circa 500 attivisti provenienti da 44 diversi Paesi, tra cui figure di spicco come l’ambientalista Greta Thunberg e l’ex sindaca di Barcellona Ada Colau.
Il ministero degli Esteri israeliano ha confermato che gli attivisti sono stati portati in Israele, dove sono stati informati di essere in stato di arresto. In un video diffuso sui social, gli stessi attivisti appaiono rilassati a bordo delle navi israeliane, ma la tensione resta alta.
Condanna internazionale e appelli alla comunità globale
L’episodio ha suscitato dure reazioni diplomatiche. Il ministero degli Esteri turco ha definito l’attacco israeliano alle imbarcazioni in acque internazionali un atto di pirateria, denunciando una violazione del diritto internazionale e dei principi umanitari. Ankara ha invitato la comunità internazionale a prendere una posizione unitaria contro l’azione israeliana e ha annunciato sforzi per tutelare i propri cittadini e gli altri passeggeri a bordo della flottiglia.
Dal lato degli organizzatori, Gur Tsabar, portavoce della Global Sumud Flotilla, ha definito l’operazione un attacco illegale contro civili disarmati in alto mare, sottolineando che Israele non ha giurisdizione nelle acque internazionali dove è avvenuta l’intercettazione. Tsabar ha lanciato un appello urgente ai governi mondiali affinché intervengano per proteggere i circa 400 civili a bordo e garantire il rispetto del diritto internazionale, accusando il silenzio globale di rappresentare una forma di complicità.
Anche l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ha criticato il governo di Atene, definendolo “complice o incapace” di difendere le acque territoriali greche da questa azione israeliana, mentre le autorità greche e israeliane non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito.






