Roma, 18 aprile 2026 – Il settore turistico italiano mostra segnali di tenuta nonostante le complesse dinamiche internazionali, ma resta forte l’allarme sui rischi geopolitici che potrebbero influenzare negativamente i flussi di visitatori. A delineare il quadro è Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, intervenuto all’assemblea della federazione degli albergatori, alla quale ha partecipato anche la premier Giorgia Meloni.
Bernabò Bocca: “Turismo in crescita ma con segnali di rallentamento”
I dati Istat relativi al 2025 confermano la solidità del turismo in Italia, con un incremento delle presenze del 2,3%, sebbene gli arrivi registrino un lieve calo dello 0,9%. Questo andamento è accompagnato da soggiorni più lunghi e da una domanda internazionale ancora robusta, elemento essenziale per l’economia del settore. Tuttavia, Bocca sottolinea come “non abbiamo cancellazioni ma stiamo notando dei rallentamenti soprattutto dai turisti altospendenti del mercato americano”, un fenomeno attribuibile alla percezione di instabilità derivante dalle guerre in corso, in particolare nei contesti di Ucraina, Medio Oriente e tensioni legate all’Iran.
Questa situazione, afferma Bocca, impone una riflessione strategica: “Per l’Italia, che ha costruito una parte importante della propria crescita proprio sulla capacità di attrarre visitatori internazionali, questo significa una cosa molto semplice: non possiamo permetterci di dare nulla per scontato”. Le incertezze geopolitiche, infatti, potrebbero influire negativamente sui collegamenti aerei e sul clima generale di fiducia dei viaggiatori oltreoceano, che rappresentano una fetta significativa del turismo di alta fascia.
Proteggere il turismo da abusivi e lavoratori “pirata”
Nel corso dell’assemblea, Bocca ha inoltre evidenziato la necessità di tutelare il settore turistico da fenomeni che ne minano la qualità e la competitività. In particolare, ha puntato il dito contro gli “abusivi”, ovvero coloro che esercitano attività ricettive senza i requisiti autorizzativi e strutturali necessari, e contro i cosiddetti “pirati”, che impiegano contratti di lavoro irregolari stipulati spesso da organizzazioni fantasma.
Secondo il presidente di Federalberghi, queste pratiche non solo svuotano le città della loro anima, trasformandole in “desolati dormitori” per ospiti non censiti e quindi potenzialmente pericolosi per la sicurezza pubblica, ma causano anche ingenti perdite economiche. Una ricerca condotta in collaborazione con l’associazione Adapt ha stimato che il rischio legato ai pirati del lavoro si traduce in un aggravio di costi pari a circa 40mila euro annui per l’impresa media del settore.
Bocca è stato riconfermato all’unanimità alla guida di Federalberghi, che conta 27mila associati, proseguendo così il suo impegno per garantire un turismo di qualità e sostenibile.






