Napoli, 17 aprile 2026 – Proseguono le operazioni congiunte tra forze dell’ordine e operai della società municipalizzata ABC nel tentativo di ricostruire il percorso di fuga dei banditi responsabili della rapina avvenuta nella mattina del 16 aprile alla filiale della Credit Agricole in piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere Vomero di Napoli. I malviventi, dopo aver preso in ostaggio dipendenti e clienti, sono riusciti a dileguarsi attraverso un tunnel scavato nelle fogne, un lavoro meticoloso e prolungato, realizzato con estrema abilità per non destare sospetti.
Indagini e sopralluoghi sul luogo della rapina
Gli operai di ABC stanno collaborando con gli investigatori per individuare con precisione il percorso seguito dai rapinatori nelle reti fognarie cittadine. Le autorità hanno rilevato che il tunnel, scavato dal locale vicino al caveau, è stato realizzato con strumenti da scasso e con un’attenta pianificazione, segno di mani esperte e di un lavoro che è durato nel tempo. La complessità della fuga attraverso le fogne ha reso necessario un intervento tecnico per mappare l’itinerario e impedire ulteriori fughe o utilizzi della via sotterranea.
La rapina è iniziata intorno alle ore 12, quando almeno tre persone con il volto coperto da collant sono entrate dalla porta principale. Altri due individui, forse sei in totale, sono emersi dalle fogne all’interno della banca. I banditi hanno sequestrato 25 persone tra dipendenti e clienti, rinchiudendoli in un ufficio mentre mettevano a segno il colpo.
Le forze dell’ordine, tempestivamente intervenute, hanno circondato la zona e liberato gli ostaggi. I carabinieri hanno sequestrato due pistole usate dai rapinatori, poi risultate essere armi sceniche. Successivamente, è intervenuto il Gruppo di Intervento Speciale (GIS), che ha fatto esplodere granate stordenti per disorientare eventuali malviventi ancora all’interno, ma i banditi erano già fuggiti.
Clienti in fila per verificare lo stato delle cassette di sicurezza
Nelle ore successive alla rapina, i clienti della banca si sono radunati in lunghe file davanti all’istituto per consegnare le chiavi delle proprie cassette di sicurezza e verificare eventuali furti. L’accesso al caveau è ancora interdetto a causa dei controlli della polizia scientifica, che sta effettuando rilievi minuziosi per ricostruire l’accaduto.
Le verifiche richiederanno almeno 48 ore per accertare quali cassette siano state forzate e se il contenuto sia stato sottratto. Molti clienti, basandosi sulle immagini diffuse, hanno già intuito di aver subito danni, mentre altri hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Tuttavia, non sono mancati momenti di tensione e delusione, anche per la fuga dei malviventi, che ha lasciato un senso di insicurezza tra la popolazione.
Una cliente ha confidato di aver perso “tutti i ricordi di nostro padre” custoditi nella cassetta violata, esprimendo amarezza per la facilità con cui è stata possibile la rapina. Altri, invece, si sono detti soddisfatti perché la loro cassetta si trovava in un’area non raggiunta dai banditi.
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