Bergamo, 18 aprile 2026 – Un agguato nella notte ha sconvolto la comunità indiana della provincia di Bergamo. Due uomini, entrambi di 48 anni, sono stati uccisi a colpi di pistola all’esterno del tempio sikh “Gurdwara Mata Sahib Kaur Ji” a Covo, piccolo centro della Bassa bergamasca. La dinamica del fatto, ricostruita anche grazie alla testimonianza di un indiano presente sul posto, lascia emergere dettagli inquietanti sull’azione del killer.
La testimonianza: il killer si inginocchia e spara
Un testimone, presente al momento della sparatoria, ha raccontato che l’aggressore, un uomo noto nella comunità e frequentatore abituale del tempio, si è prima inginocchiato davanti all’ingresso, come se stesse per pregare. Subito dopo si è alzato, è tornato sui suoi passi ed ha aperto il fuoco con una pistola, sparando una decina di colpi a caso. Le due vittime sono state colpite alla testa, mentre una terza persona è stata sfiorata da un proiettile all’orecchio. L’uomo che ha sparato si sarebbe poi dileguato in auto.
Le vittime di Covo e il contesto
Le due vittime sono state identificate come Rajinder Singh, residente a Covo e già presidente del centro culturale e religioso sikh “Gurdwara Mata Sahib Kaur Ji”, e Gurmit Singh, originario di Agnadello, nel Cremonese. Entrambi avevano 48 anni; Rajinder Singh lascia tre figli, Gurmit Singh due. L’agguato è avvenuto intorno alle 23.50 in via Campo Rampino 382, mentre fuori dal tempio erano in corso i preparativi per la festa di Vaisakhi, una ricorrenza molto sentita dalla comunità sikh, prevista per il prossimo fine settimana.
Secondo quanto riferito da connazionali presenti sul posto, il sospettato dell’omicidio sarebbe un altro indiano residente ad Antegnate, anch’egli frequentatore abituale del tempio. Pur avendo avuto in passato qualche screzio con le vittime, non c’erano segnali che facessero presagire una tragedia di tale portata.
Intervento delle forze dell’ordine e soccorsi
Sul luogo della sparatoria sono intervenuti i carabinieri di Treviglio e il personale del 118 con due ambulanze e due automediche. All’arrivo dei soccorsi, purtroppo, i due uomini erano già deceduti. I carabinieri hanno rinvenuto sul posto una decina di bossoli e stanno conducendo le indagini per ricostruire con precisione quanto accaduto e identificare tutti i responsabili.
L’episodio ha scosso profondamente la comunità locale, che si preparava a celebrare una festività importante per la propria cultura religiosa. Le autorità mantengono il massimo riserbo sulle indagini, impegnate a fare luce su un gesto che ha causato dolore e sgomento.






