Teheran, 18 aprile 2026 – L’Iran per ora non ha dato il via libera a un nuovo round di negoziati con gli USA, nonostante le aspettative di un incontro imminente nella capitale pakistana Islamabad. La decisione di Teheran arriva in un contesto di tensioni crescenti e condizioni stringenti poste dall’Iran per la ripresa delle trattative.
Condizioni poste dall’Iran per i negoziati con gli USA
Secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim, vicina alla Guardia Rivoluzionaria iraniana, la principale condizione di Teheran per la prosecuzione delle trattative è l’assenza di richieste eccessive da parte degli Stati Uniti. L’Iran ha comunicato questa posizione tramite un mediatore pakistano, sottolineando che non intende impegnarsi in negoziati che ritiene logoranti e inefficaci. Le richieste eccessive, unite all’annuncio del presidente statunitense Donald Trump riguardante un blocco marittimo, hanno infatti contribuito alla sospensione delle trattative.
I media statunitensi avevano indicato il prossimo lunedì come possibile data per la ripresa dei colloqui a Islamabad, ma al momento la controparte iraniana non ha formalizzato alcun consenso. La situazione rimane quindi in stallo, con i negoziati ancora incerti e condizionati da forti tensioni diplomatiche.
Contesto politico e diplomazia internazionale
La capitale iraniana, Teheran, con i suoi quasi 10 milioni di abitanti e la posizione strategica ai piedi dei monti Elburz, rappresenta un centro nevralgico per le decisioni politiche e militari del paese. La città ospita numerose istituzioni governative e militari, ed è da qui che si dirigono le linee guida della politica estera iraniana.
L’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al suo secondo mandato non consecutivo iniziato nel gennaio 2025, ha adottato una linea dura nei confronti dell’Iran, che ha incluso anche il blocco marittimo annunciato di recente. Tale mossa ha complicato ulteriormente le relazioni bilaterali e ha influito sulle condizioni poste da Teheran per la ripresa dei negoziati.
In questo quadro, l’attesa per un nuovo ciclo di colloqui rimane alta, ma per ora la volontà di Teheran è chiara: nessun passo avanti senza un dialogo equilibrato e senza richieste percepite come eccessive o unilaterali.






