Genova, 28 aprile 2026 – Il pesto, simbolo della tradizione culinaria ligure, continua a suscitare interesse e dibattito tra consumatori e esperti. Recentemente Altroconsumo, la principale organizzazione indipendente italiana per la tutela dei consumatori, ha pubblicato una nuova analisi sui pesti confezionati venduti nei supermercati italiani, confermando un trend critico che riguarda la qualità nutrizionale e gli ingredienti impiegati in questi prodotti industriali.
Altroconsumo boccia la maggior parte dei pesti industriali
L’ultimo test condotto da Altroconsumo ha valutato ben 79 marchi di pesto pronti, tra cui varianti al basilico e versioni senza aglio o vegane. Nessuno ha raggiunto un punteggio pienamente soddisfacente, con solo tre prodotti classificati come “accettabili“. Si tratta dei pesti “Lettere dall’Italia” (MD) nelle versioni genovese e senza aglio, entrambi con 42 punti, e del “Vemondo” (Lidl) pesto vegano al basilico, con 41 punti. Tutti gli altri marchi, tra cui nomi noti come Barilla, Buitoni, Coop e Carrefour, sono stati giudicati “scarsi” o “molto scarsi”, con punteggi che scendono fino a 20 punti.
Il problema principale, sottolinea Altroconsumo, riguarda l’elevato contenuto di grassi saturi, dovuto all’uso massiccio di olio extravergine d’oliva, formaggi come Parmigiano Reggiano e Pecorino, e frutta secca (pinoli, anacardi). A ciò si sommano livelli non trascurabili di sale e presenza di additivi che peggiorano il profilo nutrizionale complessivo. Inoltre, la categoria è penalizzata dalla forte trasformazione industriale, che compromette la genuinità e la qualità organolettica del prodotto.
La tradizione del pesto genovese e le differenze con i prodotti industriali
Il pesto alla genovese autentico è un preparato crudo realizzato utilizzando solo ingredienti freschi e naturali: basilico genovese DOP, olio extravergine d’oliva ligure DOP, pinoli, aglio di Vessalico, Parmigiano Reggiano stravecchio e Pecorino sardo Fiore Sardo. La preparazione avviene tradizionalmente con il mortaio di marmo, che consente di mantenere intatti sapori e profumi. Roberto Panizza, noto chef genovese e titolare del ristorante “Il Genovese”, mantiene viva questa tradizione e promuove l’uso di materie prime locali di alta qualità.
A differenza dei prodotti industriali, il pesto artigianale non contiene additivi e ha generalmente un profilo nutrizionale più equilibrato. Tuttavia, le versioni industriali prediligono conservabilità e produzione di massa, sacrificando in parte autenticità e qualità.
Consigli di Altroconsumo per una scelta consapevole
Per chi acquista pesto pronto, Altroconsumo raccomanda di leggere attentamente la lista degli ingredienti, preferendo prodotti che utilizzano olio extravergine d’oliva e indicano chiaramente il tipo di formaggio impiegato, come Parmigiano Reggiano, Grana Padano o Pecorino Romano DOP, anziché formaggi generici. Vanno evitati i prodotti con riempitivi e additivi inutili, e si consiglia di monitorare i valori nutrizionali, in particolare energia, grassi saturi e sale.
L’associazione, che opera dal 1973, continua a svolgere un ruolo fondamentale nel testare e comunicare in modo indipendente la qualità dei prodotti alimentari, promuovendo un consumo più consapevole e sostenibile in Italia.






