Roma, 28 aprile 2026 – Sette italiani su dieci che utilizzano i social media si affidano ai reel come fonte di informazione, secondo quanto emerge dal 21° Rapporto sulla comunicazione del Censis, presentato oggi a Roma. Il documento, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Mediaset, Rai e Tv2000, analizza le nuove dinamiche dell’informazione digitale e i comportamenti degli utenti italiani.
L’uso dei reel e la percezione degli utenti
Il rapporto evidenzia che il 70% degli italiani che navigano sui social include i reel nel proprio universo informativo. Tuttavia, le opinioni sul loro valore sono diversificate: il 23,6% li considera intrinsecamente superficiali, mentre il 21,3% li vede come semplici distrazioni che raramente offrono conoscenza autentica. Al contrario, un 18,6% li giudica più immediati, il 13,1% più coinvolgenti, il 9,8% più accessibili e l’8,2% li considera complementari alle fonti tradizionali. Questa pluralità di punti di vista riflette un panorama informativo in cui i media tradizionali convivono con nuove forme di comunicazione digitale.
Interessante è anche il dato relativo ai meme: il 36,3% degli italiani che utilizzano almeno un social non sa cosa siano, ma il 22,6% (e il 31,1% degli under 30) ha incontrato almeno un meme che gli ha fatto scoprire notizie su attualità, società, politica o cultura.
Le fonti di informazione tradizionali e digitali
Le principali fonti di informazione più utilizzate risultano stabili o in lieve flessione. I telegiornali rimangono un punto di riferimento per il 43,9% degli utenti (con una diminuzione di 3,8 punti percentuali), Facebook scende al 33,1% (-3,3 punti), mentre i motori di ricerca restano stabili al 23,2%. In calo sono anche i siti di informazione (-2,5%) e le televisioni all-news (-2,3%). I social network tengono meglio: TikTok registra un calo contenuto (-1,9%) con il 12,5% di utenza, e Instagram perde solo l’1,2% attestandosi al 15,5%. Cresce invece l’ascolto del Gr Radio, in aumento dell’1,7%.
Il rapporto sottolinea anche una crescente attenzione alla verifica delle notizie: il 66,4% della popolazione controlla la veridicità delle informazioni diffuse dai media principali, mentre il 59,5% tende a evitare i media più diffusi per cercare fonti alternative. Il 64,6% verifica notizie da media indipendenti e il 52,2% usa i social per trovare interpretazioni indipendenti. Solo il 25,5% è disposto a pagare per un’informazione indipendente.
L’opinione degli italiani sull’intelligenza artificiale
L’indagine rileva infine che il 61,6% degli italiani non si sentirebbe a proprio agio a informarsi tramite mezzi interamente generati dall’intelligenza artificiale (IA). Tuttavia, il 38,4% è favorevole, di cui il 30,1% a patto che i contenuti siano supervisionati da esseri umani, mentre l’8,3% accetterebbe anche contenuti completamente gestiti dall’IA. I contrari temono soprattutto il rischio di disinformazione (34,8%) e attribuiscono maggiore valore a prodotti realizzati da operatori umani (26,8%).
Il rapporto del Censis offre così uno spaccato aggiornato e articolato sulle nuove abitudini di consumo informativo degli italiani, segnando un momento di riflessione sul ruolo crescente dei social e delle tecnologie digitali nel panorama mediatico nazionale.





