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Trump minaccia di ricorrere all’Insurrection Act: “Fermare disordini in Minnesota”

Il presidente interviene dopo una nuova sparatoria a Minneapolis tra agenti Ice e un immigrato. Cresce lo scontro tra autorità federali e amministrazione locale democratica

by Marco Andreoli
15 Gennaio 2026
Sparatoria di Minneapolis

Sparatoria di Minneapolis | Shutterstock

Minneapolis, 15 gennaio 2026 – La tensione nello Stato del Minnesota si è nuovamente acuita dopo una sparatoria che ha coinvolto un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) e un immigrato venezuelano. In seguito all’episodio, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato di attivare l’Insurrection Act, una misura straordinaria che autorizza l’uso delle forze militari federali per sedare disordini interni, se le autorità locali non intervengono efficacemente per fermare le violenze.

La minaccia di Donald Trump e il contesto di Minneapolis

Su Truth Social, la piattaforma social riconducibile a Trump, il presidente ha dichiarato: «Se i politici corrotti del Minnesota non rispetteranno la legge e non impediranno agli agitatori professionisti e agli insorti di attaccare i patrioti dell’Ice, che stanno solo cercando di fare il loro lavoro, attiverò l’Insurrection Act, come molti presidenti hanno fatto prima di me, e porrò rapidamente fine a questa farsa che si sta consumando in quello che un tempo era un grande Stato».

La dichiarazione segue la seconda sparatoria verificatasi a Minneapolis, città principale del Minnesota, dove da tempo si registrano tensioni tra le forze federali anti-immigrazione e la popolazione locale, in particolare nelle comunità di immigrati. Minneapolis, nota per la sua storia di conflitti sociali e per la presenza di una consistente popolazione somala, è diventata un epicentro di scontri dopo l’invio di agenti federali per contrastare l’immigrazione clandestina, decisione fortemente voluta dall’amministrazione Trump.

La Segretaria del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS), Kristi Noem, ha confermato di aver discusso con il presidente Donald Trump riguardo all’uso dell’Insurrection Act, affermando che si tratta di un suo “diritto costituzionale” avvalersene. Nonostante ciò, Noem ha evitato di definire la situazione a Minneapolis come un’insurrezione, descrivendola piuttosto come un evento “violento e una violazione della legge in molti luoghi“. La segretaria ha inoltre criticato le autorità locali per la loro mancanza di cooperazione con le forze federali e ha sottolineato la necessità che i cittadini americani siano pronti a provare la loro identità durante le operazioni di polizia.

Reazioni locali e impatto politico

Le autorità locali, rappresentate dal sindaco Jacob Frey e dal governatore Tim Walz, entrambi esponenti del Partito Democratico, hanno contrastato duramente la versione della Casa Bianca, accusando gli agenti federali di usare la forza in modo sproporzionato e di alimentare ulteriormente le tensioni. Walz ha definito l’amministrazione Trump una «macchina propagandistica» e ha invitato gli agenti federali a lasciare Minneapolis, posizione condivisa anche dal sindaco. Tuttavia, il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha confermato che gli agenti rimarranno in città per portare avanti le operazioni contro l’immigrazione irregolare.

L’episodio è solo l’ultimo di una serie di scontri e controversie che vedono contrapposte le politiche federali di tolleranza zero sugli immigrati, sostenute da Trump, e le amministrazioni locali a guida democratica che denunciano abusi e chiedono il rispetto dei diritti civili. La minaccia di invocare l’Insurrection Act rappresenta un’escalation significativa che potrebbe avere ripercussioni sull’ordine pubblico e sul clima politico nello Stato, già segnato da profonde divisioni.

Tags: Donald TrumpICEMinneapolisStati Uniti

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