Per anni ha costruito la propria immagine politica sull’idea di essere l’uomo capace di riportare gli Stati Uniti fuori dalle guerre infinite e di riscrivere il ruolo di Washington nel mondo. Nelle piazze e nei comizi prometteva una stagione di disimpegno militare, assicurando che l’era dei cambi di regime imposti con le armi fosse finita. Oggi, però, Trump si trova al centro di una traiettoria opposta: quella di un presidente che, nel suo secondo mandato, ha moltiplicato le operazioni armate oltreconfine.

A sottolinearlo è stato il The New York Times in un commento firmato dal corrispondente dalla Casa Bianca Peter Baker: il bombardamento dell’Iran di sabato rappresenta l’ottava azione militare contro uno Stato straniero ordinata da Trump nel secondo mandato. Un numero che stride con la narrazione originaria del leader Maga, proiettato – almeno nelle dichiarazioni – a chiudere conflitti, non ad aprirne di nuovi.
Dall’America First alla “pace attraverso la forza”
All’inizio c’era la riesumazione della dottrina Monroe, l’America agli americani, declinata in chiave isolazionista. Trump, in campagna elettorale, parlava chiaro: la strategia del regime change era “un fallimento assoluto e provato”. L’obiettivo dichiarato era far finire otto guerre e assumere il ruolo di paciere globale, con un pensiero neppure troppo nascosto al Nobel per la pace.
Poi la linea si è trasformata in una versione muscolare della “pace attraverso la forza”. Non più soltanto prepararsi alla guerra – come nel classico Si vis pacem, para bellum – ma impiegare direttamente la forza per imporre la stabilità. Il primo raid del secondo mandato risale a febbraio scorso, contro gruppi legati all’Isis e ad Al Qaeda in Somalia. Un’azione ripetuta in Nigeria il giorno di Natale, quando Trump annunciò di aver colpito “la feccia terrorista dell’Isis”.
Il bersaglio più frequente è stato lo Yemen, con raid ripetuti contro i ribelli Houthi sostenuti dall’Iran e responsabili di attacchi nel golfo di Aden. Operazioni simili hanno interessato anche Siria e Iraq. Ma è l’Iran a rappresentare il punto di rottura simbolico: già a giugno dell’anno precedente le forze Usa avevano colpito le infrastrutture nucleari di Teheran, con Trump che dichiarò il programma atomico “cancellato”. Meno di un anno dopo, una nuova offensiva con la stessa motivazione.
Dall’Iran ai Caraibi, la nuova dottrina Donroe
L’offensiva non si è fermata al Medio Oriente. A dicembre l’aviazione americana ha affondato numerose navi nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico orientale, nell’ambito della lotta al narcotraffico. Una strategia culminata con il blitz a Caracas e il rapimento del presidente venezuelano Nicolás Maduro, trasferito negli Stati Uniti. La caduta del regime ha messo in ginocchio anche Cuba, isola sotto embargo di cui Trump ha ipotizzato una “acquisizione amichevole”.
Nel frattempo, i rapporti con le istituzioni internazionali si sono raffreddati, a partire dall’Onu, mentre il presidente ha lanciato un “Board of Peace” per Gaza, intrecciando diplomazia e affari. Sul piano interno, dazi e tensioni con la Federal Reserve si sommano all’uso crescente delle criptovalute come leva strategica. I mercati hanno reagito con volatilità, penalizzando molti titoli dopo l’attacco “preventivo” all’Iran.
Resta il nodo del diritto internazionale, spesso evocato e altrettanto spesso ignorato. Trump ha dichiarato di riconoscere come unico limite la propria moralità. Per alcuni, l’eliminazione di un dittatore teocratico giustifica i mezzi; per altri, la violazione delle regole globali apre una frattura pericolosa. Intanto, le conseguenze umanitarie si aggravano: vittime civili, tra cui decine di bambine uccise in Iran, alimentano il dibattito sulla proporzionalità e sulla strategia.
Cosa penserebbe il Trump del 2016 di quello di oggi? Forse non lo sapremo mai. Ma la distanza tra il sogno del Nobel e la realtà di una presidenza segnata da raid e blitz oltreoceano racconta una trasformazione profonda. E lascia aperta una domanda che attraversa l’America e il mondo: la forza può davvero sostituire la pace?






