La leadership di Keir Starmer torna al centro delle tensioni nel Regno Unito dopo la pesante battuta d’arresto subita dal Labour Party alle elezioni amministrative del 7 maggio. Nelle ultime ore, infatti, si sono intensificate le indiscrezioni su una possibile sfida interna al premier britannico, mentre cresce il malcontento dentro il partito.
L’incontro lampo tra Streeting e Starmer
Ad alimentare le speculazioni è stato soprattutto il breve faccia a faccia avvenuto questa mattina a 10 Downing Street tra Starmer e il ministro della Sanità Wes Streeting.
Il colloquio è durato appena 16 minuti e, al termine dell’incontro, Streeting ha lasciato la residenza ufficiale del primo ministro visibilmente teso, senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti presenti. I cronisti gli hanno chiesto chiarimenti su possibili dimissioni o su un’eventuale candidatura contro Starmer, ma il ministro ha preferito non rispondere.
Streeting, esponente dell’ala più moderata e di destra interna del Labour, viene da tempo indicato come uno dei nomi più accreditati per una futura successione alla guida del partito.
La posizione di Starmer
Già nelle scorse ore Keir Starmer aveva lasciato intendere di non temere un eventuale confronto diretto con Streeting, dichiarandosi convinto di poter prevalere in una votazione interna tra gli iscritti.
Secondo quanto riportano i media britannici, circa un centinaio di deputati laburisti avrebbero chiesto al premier di fare un passo indietro. Per avviare formalmente una sfida alla leadership, però, Streeting dovrebbe ottenere il sostegno di almeno 81 parlamentari della maggioranza.
Il peso dei sindacati nella crisi Labour
La contestazione interna non riguarda soltanto i parlamentari. Anche diversi sindacati storicamente vicini al Labour Party hanno espresso forti critiche nei confronti della leadership di Starmer.
In una dichiarazione congiunta, le union hanno affermato che il premier non guiderà il partito alle prossime elezioni politiche previste nel 2029. Pur riconoscendo alcuni risultati ottenuti finora, i sindacati ritengono che il Labour non stia facendo abbastanza per rispondere alle aspettative dei lavoratori.
La richiesta di un cambio di rotta
Nel documento diffuso dalle sigle sindacali emerge una richiesta chiara: modificare sia la strategia politica sia la linea economica del partito.
Secondo i sindacati, il Labour dovrebbe tornare a concentrarsi maggiormente sugli interessi dei lavoratori e recuperare la missione originaria per cui è stato eletto. Un messaggio che rappresenta un nuovo segnale di pressione su Starmer, in un momento particolarmente delicato per il futuro del partito.
Il sostegno delle union potrebbe rivelarsi decisivo: in caso di sfida interna, infatti, anche il loro appoggio sarebbe fondamentale per ufficializzare una candidatura alternativa.
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