Londra, 12 maggio 2026 – Nel pieno di una crisi politica che scuote il Partito Laburista, Keir Starmer, primo ministro del Regno Unito, ha riaffermato con fermezza la propria volontà di restare alla guida del governo. Nonostante una crescente rivolta interna e le pressioni dei suoi stessi ministri per un cambio di leadership, Starmer ha dichiarato di voler continuare a governare, appellandosi al mandato popolare ottenuto nelle elezioni politiche del 2024.
La crisi politica nel Labour e la rivolta interna
Dopo la sconfitta alle elezioni amministrative del 7 maggio, la tensione nel Partito Laburista è arrivata a livelli critici. Diversi deputati e membri del governo hanno pubblicamente chiesto a Starmer di fissare un calendario per le dimissioni. Secondo le ultime stime, sono circa ottanta i parlamentari laburisti che chiedono apertamente un passo indietro del premier. La spaccatura interna si è manifestata soprattutto nelle ultime ore con almeno quattro ministri di spicco, tra cui la titolare dell’Interno Shabana Mahmood e quella degli Esteri Yvette Cooper, che si sono uniti privatamente alla richiesta di un cambio di leadership ordinato.
Il confronto si è acuito durante la riunione del consiglio dei ministri del martedì, tradizionalmente momento cruciale per il governo, dove Starmer ha ribadito con decisione: “Intendo continuare a governare“. Tuttavia, il premier sembra sempre più isolato e la sua stessa maggioranza appare traballante. Il suo braccio destro, Darren Jones, ha evitato di escludere ogni possibilità, affermando che Starmer ascolterà i colleghi di governo prima di prendere qualsiasi decisione.
Il governo Starmer è a rischio?
La lotta per la successione alla guida del Labour si presenta complessa e divisiva. Da un lato, la cosiddetta destra interna del partito, forte nei gangli della nomenklatura ma meno radicata tra la base degli iscritti, spinge per un passaggio di consegne rapido, con la candidatura di Wes Streeting, giovane e ambizioso ministro della Sanità. Streeting può contare su potenziali alleate come Shabana Mahmood e Yvette Cooper, figure che negli ultimi mesi si sono distinte anche per posizioni più restrittive sull’immigrazione.
Dall’altro lato, le correnti di sinistra, più moderate ma ancora influenti, sostengono invece il sindaco di Manchester Andy Burnham, esponente della “soft left”. Questi ultimi necessitano però di più tempo per organizzare la candidatura di Burnham e per farlo tornare alla Camera dei Comuni attraverso un’elezione suppletiva, requisito indispensabile per diventare leader del partito e capo del governo nel sistema britannico.
Si teme inoltre un possibile “golpe di palazzo” all’interno del gabinetto e del gruppo parlamentare favorevole a Streeting, sostenuto anche da alcuni media conservatori. I detrattori di Streeting lo indicano come un “figlioccio politico” di lord Peter Mandelson, ex eminenza grigia del New Labour, la cui reputazione è stata gravemente compromessa dallo scandalo legato alle sue frequentazioni con il defunto faccendiere Jeffrey Epstein.
Il profilo di Keir Starmer e il contesto politico attuale
Nato a Londra nel 1962, Keir Starmer è primo ministro dal luglio 2024 dopo aver condotto il Partito Laburista alla vittoria elettorale che ha interrotto 14 anni di governo conservatore. Avvocato specializzato in diritti umani e ex direttore della Pubblica Accusa, Starmer è noto per la sua posizione di centro-sinistra e per aver spostato il Labour verso un profilo più moderato rispetto al suo predecessore Jeremy Corbyn.
La sua leadership, tuttavia, ha incontrato diverse difficoltà nel mantenere un consenso solido sia all’interno del partito che tra l’opinione pubblica britannica. Nonostante l’impegno su temi quali la riforma del sistema sanitario, la sicurezza e la politica estera, Starmer ha visto diminuire progressivamente il sostegno popolare. Recenti sondaggi indicano un tasso di approvazione negativo, il più basso per un primo ministro britannico dagli anni Settanta.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: Starmer: “Sconfitta dura, ma il governo prosegue con determinazione e responsabilità”






