La Russia ha un piano chiaro: arruolare oltre 18mila soldati stranieri entro il 2026. Lo svelano i servizi di intelligence militare ucraini, che hanno messo a nudo la strategia del Cremlino. L’obiettivo è rafforzare le truppe coinvolte nel conflitto in Ucraina, pescando soprattutto in Asia centrale e in vari Paesi in via di sviluppo di Asia e Africa. Un allargamento che cambia la geografia dei combattenti chiamati sotto le armi.
La Russia ha un piano per arruolare foreign fighters
Secondo l’agenzia Hur, l’esercito russo punta a coinvolgere soprattutto cittadini di Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Tagikistan, territori che da sempre stanno nell’orbita russa in Asia centrale. Ma non è tutto: Mosca sta intensificando le operazioni di reclutamento anche in paesi in via di sviluppo come Bangladesh, Ciad, Sudan e Burundi. Dietro questa manovra ci sono ufficiali incaricati di raggiungere obiettivi precisi: la quota di combattenti stranieri dovrebbe oscillare tra lo 0,5% e il 3,5% del personale attivo su ogni settore del fronte, a seconda delle zone di combattimento. Un segnale chiaro dell’importanza crescente che i soldati stranieri hanno nello sforzo bellico russo.
I numeri dietro al reclutamento straniero
Fino al 30 marzo 2026, l’intelligence ucraina ha contato 27.407 combattenti stranieri nelle fila russe, una cifra in netto aumento rispetto ai poco più di 18.000 registrati a novembre scorso. Questi soldati arrivano da almeno 135 paesi diversi. Circa la metà proviene dall’Asia, ma non mancano reclute europee, compresi cittadini di alcuni stati membri dell’Unione Europea, come l’Italia. È difficile verificare con precisione questi dati, visto che molte operazioni restano sotto traccia, ma è chiaro che si tratta di un fenomeno in crescita e ben organizzato.
Le presenze straniere più significative
Un’inchiesta indipendente russa, Important Stories, ha individuato oltre 1.500 combattenti stranieri provenienti da 48 paesi che hanno preso parte alle forze armate russe entro aprile 2025. A febbraio, il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha detto che almeno 1.780 cittadini africani sono impegnati sotto la bandiera russa. Da segnalare anche la presenza massiccia della Corea del Nord, che avrebbe inviato circa 12.000 soldati, soprattutto nell’oblast’ di Kursk, dove sono stati impegnati in una controffensiva russa sul campo di battaglia. Questo numero mette in evidenza quanto Mosca punti sui contingenti stranieri per sostenere il conflitto.
Mosca continua così a diversificare le sue fonti di reclutamento, trasformando questa varietà di combattenti in uno dei pilastri del suo apparato militare. Il profilo dei soldati stranieri è ormai globale e variegato, coinvolgendo sempre di più territori extraeuropei. I dati raccolti mostrano una netta accelerazione nel rafforzamento delle forze russe tramite truppe straniere, un elemento destinato a giocare un ruolo chiave nell’evoluzione del conflitto in corso.






