Teheran, 18 aprile 2026 – In un clima di forte tensione internazionale, la Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha rilasciato un messaggio di estrema determinazione in occasione dell’anniversario della fondazione dell’Esercito della Repubblica Islamica dell’Iran. Le sue parole ribadiscono la fermezza del Paese nel difendere la propria sovranità e la capacità militare, in particolare della marina, di infliggere “amare sconfitte” ai nemici.
La fermezza iraniana sullo Stretto di Hormuz e le dichiarazioni di Saeed Khatibzadeh
Il viceministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha dichiarato con fermezza che gli Stati Uniti non possono imporre un assedio allo Stretto di Hormuz, punto strategico per il traffico petrolifero mondiale. Khatibzadeh ha sottolineato che, nonostante le azioni americane mirate a ostacolare il passaggio, Teheran sta lavorando per garantire la sicurezza dello stretto. Inoltre, ha respinto categoricamente le accuse del presidente Usa Donald Trump riguardo alla presunta consegna dell’uranio iraniano agli Stati Uniti, esprimendo cautela sull’eventualità di un nuovo ciclo di negoziati, dato che Washington non ha ancora abbandonato “posizioni massimaliste”.
In un contesto regionale sempre più instabile, con attacchi missilistici e azioni militari che coinvolgono basi statunitensi in Bahrein e nel Kurdistan iracheno, la diplomazia iraniana mantiene una linea di rigore, respingendo le minacce e riaffermando il diritto di Teheran di difendere i propri confini e interessi.
Mojtaba Khamenei e la strategia militare iraniana
Nel messaggio diffuso sui social, Mojtaba Khamenei ha definito l’Esercito della Repubblica Islamica dell’Iran come “figlio della nazione”, nato dal cuore del popolo iraniano e capace di affrontare e sventare i piani ostili degli Stati Uniti, dei sostenitori del deposto scià Pahlavi e dei separatisti. Ha inoltre evidenziato il ruolo chiave dell’Esercito, che combatte fianco a fianco con le altre forze armate contro quelli che ha definito “eserciti principali dell’incredulità e dell’arroganza”.
Particolarmente rilevante è il riferimento alla marina iraniana, descritta come pronta a infliggere nuove “amare sconfitte” ai nemici, analogamente agli attacchi fulminei condotti dai droni iraniani contro obiettivi statunitensi e sionisti. Questa dichiarazione si inserisce in un quadro di crescente militarizzazione e scontro con le forze occidentali e i loro alleati nella regione.
Inoltre, la nomina di Mojtaba Khamenei a Guida Suprema, avvenuta lo scorso marzo, segna una continuità nella linea politica e militare dell’Iran, con un controllo sempre più centralizzato sulle forze armate e sull’economia nazionale, rendendo il Paese determinato a resistere alle pressioni internazionali e alle sanzioni.
Le tensioni restano alte, con crescenti minacce e risposte militari da entrambe le parti, mentre la comunità internazionale osserva con apprensione gli sviluppi nella regione del Golfo Persico.






