Caracas, 29 aprile 2026 – María Corina Machado, leader storica dell’opposizione venezuelana e vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2025, ha ufficialmente annunciato la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali del Venezuela, ancora senza data definita. In un’intervista rilasciata al noto giornalista Piers Morgan, rilanciata dai media locali, Machado ha sottolineato la necessità di un voto “libero e trasparente” come strumento indispensabile per uscire dalla profonda crisi politica che attanaglia il Paese sudamericano.
Machado: “Le tensioni sociali derivano da una crisi economica”
Machado ha ricordato le elezioni svoltesi nel luglio 2024, definite da lei e dall’opposizione come “avverse”, nelle quali, secondo le stime da lei indicate, la coalizione anti-Maduro avrebbe raccolto circa il 70% dei consensi. Tuttavia, tali risultati non furono riconosciuti a causa delle denunce di brogli presentate da Nicolás Maduro e dai suoi alleati, che lo hanno poi confermato presidente. L’ex parlamentare ha ribadito che, “con un processo elettorale libero e sotto osservazione internazionale, il risultato sarebbe stato ancor più ampio”.
Secondo Machado, le elezioni non sono fonte di instabilità ma rappresentano invece una via d’uscita indispensabile alla crisi. “Le tensioni sociali derivano da una crisi economica profonda e dalla persistenza del governo attuale. Solo un processo elettorale può incanalare queste tensioni in modo pacifico”, ha spiegato, evidenziando l’urgenza di fissare una data e un calendario elettorale certi.
Il ruolo degli Stati Uniti e la situazione politica attuale
Nell’intervista, Machado ha evitato critiche dirette agli Stati Uniti, che sostengono il governo ad interim guidato da Delcy Rodríguez, subentrata dopo la cattura di Maduro da parte di Washington nel gennaio 2026. Pur riconoscendo i progressi nella stabilizzazione e nella ricostruzione istituzionale promossi dalla Casa Bianca, soprattutto nello smantellamento delle strutture repressive, la leader dell’opposizione ha rimarcato che “l’obiettivo finale restano le elezioni”, che secondo lei rappresentano l’unico modo per legittimare una nuova fase politica in Venezuela.
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