Vasto, 29 aprile 2026 – Una nuova analisi condotta con l’ausilio dell’intelligenza artificiale getta dubbi sulla solidità scientifica della perizia tecnica depositata dalla consulente Simona Ceccoli nel caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”. La relazione, che aveva definito i genitori “inadeguati” al loro ruolo, è stata esaminata dai periti di parte della famiglia con il supporto di un sistema di IA specializzato nel valutare l’affidabilità scientifica di elaborati tecnici.
L’analisi dell’intelligenza artificiale
Lo psichiatra Tonino Cantelmi, noto esperto e presidente dell’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale ITCI, ha illustrato i risultati dell’analisi all’ANSA. Secondo l’intelligenza artificiale, la solidità scientifica complessiva dell’elaborato peritale è stimata intorno al 30%, con una vera e propria “bocciatura” per la parte relativa ai test grafico-proiettivi, la cui attendibilità scende al 25%. Al contrario, i test MMPI-2 e l’esame psichico diretto, che attestano la sanità mentale dei due coniugi, ottengono una valutazione più favorevole, con un indice di solidità scientifica compreso tra il 60 e l’80%.
“Le conclusioni basate sui test grafico-proiettivi, che rappresentano la base delle valutazioni sulla capacità genitoriale, risultano quindi inattendibili – spiega Cantelmi – mentre la capacità di fondare misure limitative importanti nella relazione peritale precipita anch’essa al 25%”. L’esperto sottolinea inoltre come la bibliografia utilizzata dalla consulente tecnica sia per lo più obsoleta o non coerente con il contenuto dell’elaborato, compromettendo ulteriormente la validità della perizia.
Il ruolo di Tonino Cantelmi
Tonino Cantelmi, medico-chirurgo specializzato in psichiatria e psicoterapeuta, è una figura di rilievo nel campo della salute mentale e delle neuroscienze applicate. Tra i suoi numerosi incarichi, è presidente dell’ITCI e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, con particolare attenzione all’etica dell’intelligenza artificiale nella ricerca biomedica. Cantelmi ha più volte evidenziato l’importanza di coniugare innovazione tecnologica e rigore scientifico, sottolineando che l’IA può rappresentare uno strumento prezioso solo se impiegata con responsabilità e competenza.
Nel caso della “famiglia nel bosco”, la sua perizia mette in evidenza criticità sostanziali, evidenziando una necessità di revisione e rigetto della relazione tecnica attuale, soprattutto per evitare giudizi clinici che mancano di adeguata base scientifica e che rischiano di ledere diritti fondamentali.





