2 marzo 2026 – La nuova escalation militare in Libano provoca gravi conseguenze umanitarie con un forte aumento dei flussi di sfollati, mentre proseguono i raid aerei israeliani contro Hezbollah. I team di Medici Senza Frontiere (MSF) attivi nel Paese stanno assistendo a situazioni di emergenza caratterizzate da ingorghi stradali e persone in fuga con pochi effetti personali, alla disperata ricerca di luoghi sicuri, come segnalato dall’organizzazione umanitaria in un comunicato ufficiale. Almeno 52 sono i morti causati dai raid dell’Idf.
Nuovi flussi di sfollati e difficoltà logistiche
Il personale di MSF nel sud del Libano, a Beirut e in altre aree del Paese ha dovuto abbandonare le proprie abitazioni, spesso rimanendo bloccato nel traffico durante i tentativi di raggiungere rifugi più sicuri. Gli attacchi israeliani, che colpiscono soprattutto sobborghi densamente popolati, hanno portato all’emanazione di ordini di evacuazione per ben 53 città e villaggi nel sud del Libano, coinvolgendo migliaia di famiglie. “Sembrava tutto come un anno e tre mesi fa: persone in fuga sotto la minaccia del fuoco, esplosioni forti, sirene e urla”, ha dichiarato Maryam Srour, responsabile comunicazione MSF in Libano.
Le équipe di MSF stanno adeguando le proprie attività per rispondere ai bisogni degli sfollati, garantendo la continuità dei progetti regolari e coordinandosi con le autorità locali per fornire ulteriore supporto medico e psicologico. In particolare, l’organizzazione sta distribuendo beni di prima necessità come materassi e kit igienici e offre assistenza sanitaria primaria attraverso cliniche mobili e un servizio telefonico di supporto psicologico.
L’impatto sui civili in Libano
Questa nuova ondata di bombardamenti segna la fase più intensa di violenze dal cessate il fuoco raggiunto nel novembre 2024, in un contesto che vede il Libano coinvolto indirettamente nella guerra in corso tra Israele e l’Iran.
Il personale di MSF attivo in Libano ha avvertito che la situazione “è grave”, con un impatto potenzialmente devastante sulle comunità. L’organizzazione conferma il proprio impegno a mantenere la presenza sul territorio e a intensificare la risposta umanitaria in coordinamento con partner locali e strutture ospedaliere.






