Bruxelles, 11 maggio 2026 – L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha rilasciato oggi importanti dichiarazioni in vista del Consiglio Affari Esteri dell’Ue, toccando vari temi di politica internazionale e sicurezza, dalla crisi mediorientale alle relazioni con la Russia, passando per la cooperazione con la Siria.
Kaja Kallas: il nodo delle sanzioni ai coloni violenti e Aspides
Nel corso di un briefing a Bruxelles, Kaja Kallas ha illustrato la situazione riguardante la proposta franco-svedese sulle sanzioni ai coloni violenti nei territori occupati. Ha sottolineato che, dopo un confronto con gli ambasciatori, al momento non si dispone della maggioranza necessaria per approvare tali misure. «Ci sono altre proposte avanzate dagli Stati membri – ha spiegato – che richiedono l’unanimità o la maggioranza qualificata, ma di fatto non abbiamo questi numeri». Si attende dunque di capire se i Paesi membri siano disposti a muoversi su questo fronte.
In parallelo, Kallas ha annunciato che nel corso della giornata si discuterà della libertà di navigazione e dell’operazione Aspides, valutando la possibilità di modificare i piani operativi della missione Ue per contribuire alle operazioni di sminamento e scorta alle navi, in relazione alla crescente tensione in Medio Oriente.
Relazioni con la Russia e dialogo politico con la Siria
Sul fronte delle relazioni con Mosca, l’Alto rappresentante ha indicato che prima di un dialogo con la Russia è necessario un confronto interno tra gli Stati membri per definire le richieste da avanzare a Mosca. «Abbiamo bisogno di concessioni da parte russa – ha dichiarato Kallas – in particolare il ritiro delle truppe russe dalla Moldavia potrebbe essere una condizione per garantire stabilità e sicurezza nella regione». Ha evidenziato inoltre la necessità di non concedere alla Russia il diritto di nominare un negoziatore, citando il caso dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, la cui posizione è ritenuta ambigua a causa dei legami con il Cremlino.
Sul tema della cooperazione con la Siria, Kallas ha comunicato che l’Ue sta lavorando al ripristino dell’accordo di cooperazione sospeso dal 2011. Durante il primo dialogo politico di alto livello Ue-Siria, previsto oggi, si discuterà di come rafforzare le istituzioni siriane e affrontare le esigenze di Damasco, inclusa la gestione dei campi profughi e la composizione inclusiva del governo. «Stiamo offrendo il nostro aiuto anche nella stesura della costituzione e delle leggi necessarie per organizzare elezioni democratiche», ha precisato.
Aggiornamenti sul supporto russo all’Iran e implicazioni geopolitiche
In riferimento alle tensioni in Medio Oriente, Kaja Kallas ha confermato che la Russia sta fornendo supporto militare e di intelligence all’Iran per colpire le basi militari statunitensi nella regione. Mosca avrebbe fornito droni e informazioni strategiche per identificare posizioni e movimenti delle truppe americane, contribuendo così agli attacchi iraniani contro obiettivi statunitensi.
Kallas ha sottolineato che questa cooperazione militare tra Russia e Iran dimostra come i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente siano strettamente interconnessi. Ha inoltre evidenziato che l’Unione europea utilizzerà questa situazione per sollecitare gli Stati Uniti a esercitare maggiore pressione su Putin durante i negoziati sull’Ucraina, sostenendo che fermare il supporto russo a Teheran è fondamentale per stabilizzare la regione.
Queste dichiarazioni si inseriscono in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche, con la recente escalation di attacchi con droni russi nello spazio aereo della Polonia e l’appello del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per uno scudo di difesa aerea europeo. La diplomazia europea, guidata da Kallas, continua quindi a muoversi su più fronti, cercando di bilanciare la pressione sulle potenze coinvolte e la gestione delle crisi internazionali in corso.






