Washington, 6 marzo 2026 – Un attacco che ha colpito una scuola elementare femminile nella città di Minab, nel sud dell’Iran, il 28 febbraio scorso, si configura come la strage di civili più grave da quando Stati Uniti e Israele hanno avviato operazioni militari contro Teheran. La tragedia ha causato la morte di almeno 175 persone, di cui 150 bambine, e il ferimento di altre 95, ma ancora nessuna delle parti in conflitto ha rivendicato la responsabilità, con Washington e Teheran che si accusano reciprocamente.
L’indagine interna del Pentagono e le prove raccolte
Inizialmente il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, aveva confermato solo l’apertura di un’indagine, mentre il portavoce dell’esercito israeliano, Nadav Shoshani, aveva negato operazioni militari di Israele nella zona al momento dell’attacco. Tuttavia, emergono ora elementi che inchiodano gli Stati Uniti. Due funzionari informati hanno riferito alla Reuters che una indagine interna del Pentagono, ancora in corso, attribuisce alle forze armate americane la responsabilità dell’attacco. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle prove o sul tipo di munizioni impiegate.
Una serie di dati raccolti dal New York Times rafforza questa ipotesi: l’edificio scolastico sarebbe stato colpito durante un raid statunitense mirato a una base delle Guardie della Rivoluzione situata nelle vicinanze. Minab, città strategica a circa 960 chilometri da Teheran e prossima allo Stretto di Hormuz, ospita infatti una base navale dei pasdaran. L’analisi di foto satellitari e video amatoriali mostrerebbe colonne di fumo simultanee provenienti sia dalla scuola sia dalla base, a conferma che gli attacchi si sono verificati contemporaneamente. Funzionari Usa avevano inoltre reso noto che il giorno dell’attacco i jet americani erano impegnati in operazioni nella regione.
Reazioni internazionali e contesto in Iran
Da Ginevra, l’alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha sollecitato un’indagine tempestiva e trasparente sull’accaduto, sottolineando la necessità di accertare le responsabilità in un episodio definito “assolutamente tragico”.
Minab è una città di circa 73.000 abitanti, capoluogo dell’omonimo shahrestān nella provincia di Hormozgan, situata lungo la costa del Mare di Oman. La città è storicamente nota per la sua posizione strategica vicino allo Stretto di Hormuz, arteria vitale per il commercio petrolifero mondiale, e per la sua ricca tradizione agricola e culturale. La popolazione locale parla un dialetto iranico sudoccidentale, il minabi, ed è composta da diverse etnie, tra cui arabe, persiane, balucce e sub-sahariane.
L’attacco ha colpito duramente una comunità che vive in una regione caratterizzata da un clima desertico e da una storia di scambi culturali e commerciali millenari, aggravando ulteriormente le tensioni nella già fragile situazione geopolitica del Medio Oriente.






