Roma, 3 marzo 2026 – L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha rivolto un appello urgente affinché venga avviata una inchiesta rapida, imparziale e approfondita sull’orribile attacco alla scuola femminile in Iran, che ha causato numerose vittime civili. La richiesta è stata ufficializzata da Volker Türk, responsabile Onu per i diritti umani, attraverso la portavoce Ravina Shamdasani, nel contesto delle crescenti tensioni e violenze che coinvolgono il Paese.
L’appello dell’Onu per la tutela dei civili e il rispetto del diritto internazionale
Il rappresentante Onu ha espresso profonda preoccupazione per le gravi conseguenze delle ostilità generalizzate che colpiscono civili e infrastrutture civili dall’inizio del conflitto. La portavoce Shamdasani ha sottolineato come il rispetto del diritto bellico internazionale sia inequivocabile: civili e beni civili devono essere protetti e ogni attacco diretto o indiscriminato contro di essi costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario, potenzialmente qualificabile come crimine di guerra.
L’Onu ha inoltre ribadito che l’onere di condurre le indagini sull’attacco alla scuola spetta alle forze responsabili, che sono invitate a fornire trasparenza e collaborazione. Tale richiesta è stata lanciata senza indicare direttamente i presunti autori dell’attacco, ma con l’obiettivo di garantire un’esaminazione completa dei fatti.
La reazione internazionale e il contesto della crisi in Iran
Nel mentre, il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha respinto l’ipotesi che le forze statunitensi abbiano preso di mira deliberatamente la scuola, in risposta alle accuse rilanciate dai media statali iraniani che attribuiscono a Stati Uniti e Israele la responsabilità degli attacchi che, nel primo giorno di scontri, avrebbero causato più di 160 morti.
L’attacco alla scuola femminile si inserisce in un quadro di crescenti tensioni e violenze in Iran, dove il rispetto dei diritti umani è al centro dell’attenzione internazionale. Le Nazioni Unite, con la loro storica missione di promuovere la pace, la sicurezza e la protezione dei civili, continuano a monitorare con attenzione la situazione, richiamando tutte le parti coinvolte a un comportamento responsabile e al rispetto delle norme internazionali.






