5 marzo 2026 – Il settore marittimo internazionale ha formalmente designato lo Stretto di Hormuz, il Golfo di Oman e il Golfo Persico come zone di operazioni belliche, a causa dell’escalation militare in Medio Oriente che ha aumentato significativamente i rischi per la navigazione commerciale. Questa decisione è stata presa durante una riunione globale tra sindacati e compagnie del settore marittimo e riflette la grave situazione che vede centinaia di navi bloccate nella regione.
Parallelamente, media statunitensi riportano che il presidente Donald Trump avrebbe offerto alle milizie curde, impegnate a combattere il regime iraniano, copertura aerea e sostegno logistico.
Zona di guerra nello Stretto di Hormuz e Golfo Persico
La designazione ufficiale di zona di guerra per queste aree marittime è una risposta diretta agli attacchi e agli incidenti che si sono susseguiti negli ultimi giorni, tra cui l’esplosione di una petroliera al largo del Kuwait che ha causato una fuoriuscita di greggio con potenziali conseguenze ambientali significative. Il traffico nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più strategici per il commercio globale di petrolio e gas, è crollato del 90% per i rischi elevati, con numerosi vettori che hanno sospeso le operazioni e le compagnie assicurative che hanno ritirato le polizze. Il settore marittimo, pertanto, si trova in una situazione di forte allarme, con gli Stati Uniti e altri paesi che valutano misure di protezione militare e assicurativa per garantire la sicurezza delle rotte.
Trump offre copertura aerea ai curdi iraniani
Nella stessa giornata, fonti informate hanno riferito al Washington Post che l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump ha offerto ampia copertura aerea e supporto logistico ai curdi iraniani anti-regime per facilitare la conquista di parti dell’Iran occidentale. Secondo un alto funzionario dell’Unione Patriottica del Kurdistan, gli Stati Uniti hanno chiesto ai curdi iracheni di aprire la strada senza ostacolare i gruppi curdi iraniani attivi in Iraq, fornendo loro supporto nei movimenti e nelle operazioni. Questa mossa si inserisce nel contesto delle crescenti tensioni regionali e della volontà americana di sostenere forze locali contro il regime di Teheran.
La situazione nel Medio Oriente resta quindi estremamente fluida e pericolosa, con ripercussioni dirette sul commercio marittimo globale e sulla stabilità geopolitica regionale.






