Mosca, 9 maggio 2026 – In un contesto di tensioni ancora elevate sul conflitto in Ucraina, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha espresso oggi il punto di vista russo in merito all’annunciata tregua proposta dagli Stati Uniti. Le dichiarazioni arrivano dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump, che aveva auspicato una tregua di tre giorni dal 9 all’11 maggio, sperando che segni l’inizio della fine della guerra.
Il Cremlino: “La pace richiede tempo, Trump ha fretta”
Dmitry Peskov ha sottolineato come gli Stati Uniti abbiano “fretta” di chiudere il conflitto, ma ha evidenziato che trovare una soluzione duratura è un processo “molto lungo” e “complicato”. In un’intervista alla televisione di Stato russa, ripresa dall’agenzia Interfax, il portavoce ha spiegato che non sono state ancora avviate discussioni riguardo a una possibile estensione della tregua oltre l’11 maggio, nonostante la speranza espressa dallo stesso Trump. Ha inoltre precisato che la posizione russa è “ben nota” sia agli Stati Uniti che a Kiev ed è rimasta “coerente”. Peskov ha inoltre affermato che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dovrebbe assumersi la responsabilità di prendere decisioni favorevoli alla pace, sottolineando che finora ciò non è avvenuto.
Nessun tentativo ucraino di interrompere la parata a Mosca
In merito alle celebrazioni per il Giorno della Vittoria a Mosca, il portavoce del Cremlino ha negato qualsiasi tentativo da parte ucraina di interrompere la parata. “Non ci sono stati tentativi; va tutto bene”, ha dichiarato Peskov. La mattina di oggi, durante il discorso sulla Piazza Rossa, il presidente russo Vladimir Putin non ha fatto alcun riferimento all’annuncio della tregua o alle dichiarazioni di Trump. Nel frattempo, il ministero della Difesa russo aveva minacciato di rispondere con un massiccio attacco missilistico al centro di Kiev qualora l’Ucraina avesse tentato di disturbare le celebrazioni.
Le tensioni permangono forti, e mentre Washington auspica un cessate il fuoco esteso, Mosca mantiene una posizione cauta, confermando che il percorso verso la pace è ancora lungo e complesso. Il Cremlino, inoltre, ha espresso l’opinione che sia Zelensky a ostacolare il processo di pace, concordando con il presidente Trump su questo punto, come ribadito da Peskov in un recente briefing con i media.






