Peyton Vanest ribolliva di rabbia nei confronti di Donald Trump quando ha preso il suo telefono e ha registrato questa frase: “Qualcuno dovrebbe farlo. Qualcuno dovrebbe farlo, capite?” Poi l’influencer ha caricato il video di 62 secondi su TikTok e ha totalizzato oltre 700.000 “mi piace” e 3,2 milioni di visualizzazioni. La versione pubblicata su Instagram ne ha ottenuti altri 1,4 milioni. Diciotto giorni dopo c’è stato l’attentato alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca. I due eventi non sono probabilmente collegati ma per gli esperti c’è un preoccupante aumento della violenza contro il tycoon sui social con l’hashtag ‘qualcuno dovrebbe farlo’ (‘qualcuno dovrebbe farlo) diventato virale.
Com’è nato l’hashtag contro Trump
Dopo la sparatoria, l’hashtag è comparso anche di più. Secondo il Washington Post, il fenomeno che una volta era relegato alle frange più oscure del web si è diffuso sulle piattaforme mainstream nel corso dell’ultimo anno, il più delle volte rivolto contro Trump ma anche contro altri personaggi come Elon Musk e Jeff Bezos. Uno dei primi casi a diventare virale è stato un video su TikTok di un fumetto di Brooklyn che chiedeva “di buttare via la propria vita” e “sacrificarsi per la squadra” parlando del magnate e del patron di Tesla nel febbraio del 2025, quindi solo un mese dopo l’insediamento. Musk ha perfino condiviso le clpi contribuendo a farle totalizzare 48 milioni di visualizzazioni. “Tutti muoiono, ma non tutti vivono”, ha replicato con una stoccata il magnate della tecnologia su X. (ANSA)






