CITTÀ DEL CAPO, 14 aprile 2026 – Nel corso di una serie di conferenze tenute in Sudafrica, lo storico italiano Alessandro Barbero ha lanciato un severo monito riguardo al pericolo insito nell’uso di un linguaggio politico estremista e assolutista di Trump, facendo un parallelo diretto con una delle figure più tragiche della storia contemporanea.
Barbero richiama il linguaggio di Hitler nella dialettica politica attuale
Durante un incontro promosso dall’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria, in collaborazione con l’Ambasciata e i Consolati Generali d’Italia in Sudafrica, Alessandro Barbero ha espresso una forte preoccupazione per le parole utilizzate da leader politici contemporanei, in particolare riferendosi al conflitto in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran. Lo storico ha sottolineato come l’espressione “voler cancellare un’intera civiltà” di Trump richiami direttamente il linguaggio usato da Adolf Hitler, leader nazista responsabile di genocidi e atrocità senza precedenti.
Barbero ha avvertito dal “linguaggio assoluto della distruzione” in politica, ricordando che simili affermazioni non sono solo retorica, ma segnali di pericolose derive autoritarie e totalitarie. Il riferimento a Hitler, che fu cancelliere del Reich e Führer dal 1933 al 1945, è destinato a sottolineare la gravità delle parole e delle ideologie che possono portare a conseguenze catastrofiche.
Identità nazionali e parallelismi storici
Nel corso delle conferenze, che si sono svolte tra Johannesburg e Città del Capo, Barbero ha trattato temi di grande attualità storica e culturale, come il ruolo di San Francesco d’Assisi nell’ottocentesimo anniversario della sua morte e la formazione delle identità nazionali. Lo studioso ha illustrato come i concetti di “noi” e “loro” siano il risultato di processi storici complessi e spesso conflittuali, alimentando tensioni sociali e politiche.
Riflettendo sulle somiglianze tra le situazioni del Medio Oriente e del Sudafrica, Barbero ha osservato che molti Stati moderni sono nati da confini tracciati artificialmente, includendo popoli diversi e in conflitto. Tuttavia, ha sottolineato l’eccezionalità dei casi di Israele-Palestina, influenzati dall’unicità dell’esperienza ebraica e della Shoah, e del Sudafrica, dove il sogno di superare l’apartheid ha finora avuto uno sviluppo pacifico.
Lo storico ha definito il Sudafrica “un grande esperimento”, attraversato da enormi disuguaglianze e sfide legate alla convivenza di molte etnie e lingue diverse, sottolineando l’incertezza del futuro senza un forte collante di identità collettiva.
Europa e mondo multipolare: nuove prospettive storiche
Barbero ha inoltre commentato la situazione europea, ricordando la sua straordinaria diversità e il ruolo storico nel costruire società socialmente avanzate. Pur riconoscendo le attuali difficoltà e crisi, ha evidenziato segnali di speranza, auspicando un rilancio dei valori che rendono l’Europa un’entità unica.
Infine, lo storico ha ribadito che il mondo si sta avviando verso un equilibrio multipolare, con un ridimensionamento dell’egemonia statunitense e il ruolo emergente dei Brics, che rappresentano un promettente tentativo di cooperazione tra potenze diverse, nonostante le sfide e le incertezze del contesto globale.
Alessandro Barbero, nato a Torino nel 1959, è uno dei maggiori storici italiani contemporanei, specializzato in storia medievale e militare, noto per la sua capacità di coniugare rigore accademico e divulgazione accessibile. Professore Emerito all’Università del Piemonte Orientale e vincitore del Premio Strega, Barbero è anche un volto noto della televisione e del web, grazie ai suoi podcast e conferenze che hanno conquistato un vasto pubblico.





