Roma, 13 aprile 2026 – Le elezioni in Ungheria hanno tracciato un nuovo scenario nei rapporti di forza tra Europa e Stati Uniti, con importanti riflessi sulla politica internazionale e sulle strategie dei sovranisti. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha commentato a Radio Leopolda il voto ungherese, sottolineando come l’Europa abbia sconfitto il sovranismo nel suo feudo di Budapest.
Europa batte sovranisti in Ungheria: il commento di Renzi
Secondo Renzi, il risultato elettorale in Ungheria rappresenta una vittoria significativa per l’Unione europea, che ora si trova di fronte alla necessità di un rilancio strategico. Il politico fiorentino ha indicato due priorità fondamentali per il futuro dell’Europa: la sicurezza, attraverso una difesa comune, e la cultura, intesa come veicolo per costruire un’identità europea forte, in contrapposizione alle derive ideologiche che si stanno verificando negli Stati Uniti.
In merito alla questione del diritto di veto all’interno dell’Unione, Renzi ha osservato che attualmente solo la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, rimane favorevole al mantenimento di tale potere. Nel dibattito politico interno, Renzi ha criticato l’atteggiamento di Meloni e di Salvini, evidenziando come entrambi non abbiano condannato le recenti dichiarazioni controverse di Donald Trump rivolte al Papa. Per Renzi, questo atteggiamento confermerebbe che Meloni sia una “Re Mida al contrario”, incapace di centrare le scelte giuste nel posizionamento internazionale, come già dimostrato dal sostegno a Viktor Orbán in Ungheria.
Trump, un incubo per l’America e un problema per l’Europa
Renzi ha definito le parole di Donald Trump contro il Pontefice come “blasfeme” e un tentativo di coprire il fallimento della sua politica. Il presidente statunitense, tornato alla Casa Bianca nel 2025 per un secondo mandato non consecutivo, è sempre più isolato a livello internazionale, come dimostrano i suoi tentativi di negoziato con l’Iran per chiudere una crisi che pesa anche sull’economia americana. I sondaggi negli Stati Uniti segnalano un gradimento in calo al 36%, con solo il 29% degli americani soddisfatti del suo operato.
Il presidente di Italia Viva ha inoltre evidenziato come l’“abbraccio di Trump” rappresenti un rischio per chiunque ne sia vicino, paragonandolo sarcasticamente alla “sfiga” portata da Salvini negli anni passati. Le recenti sconfitte elettorali di partiti sovranisti in Canada, Australia e Ungheria mostrano un cambiamento di vento a livello globale, che vede l’Europa uscire vincente da questa fase complessa.
Questa analisi di Renzi riflette la complessità degli equilibri geopolitici odierni, in cui la contrapposizione tra Europa e Stati Uniti si intreccia con dinamiche interne ai singoli paesi e alle leadership politiche.






