Bruxelles, 29 aprile 2026 – La Commissione europea ha adottato un nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato denominato Middle East crisis temporary state aid framework (Metsaf), con l’obiettivo di sostenere i settori economici più colpiti dalla recente escalation geopolitica in Medio Oriente. Questa crisi ha determinato un significativo aumento dei prezzi energetici, con impatti diretti su crescita economica e inflazione all’interno dell’Unione Europea.
Dettagli del nuovo quadro sugli aiuti di Stato
Secondo quanto reso noto da Palazzo Berlaymont, il nuovo schema permette agli Stati membri di compensare fino al 70% dei costi aggiuntivi sostenuti dalle imprese per carburanti e fertilizzanti, calcolati rispetto a un benchmark storico. È prevista inoltre una modalità semplificata che consente aiuti fino a 50.000 euro per impresa, basata su stime e parametri settoriali, senza la necessità di comprovare i consumi effettivi.
Per le industrie ad alta intensità energetica, gli aiuti pubblici potranno essere ulteriormente rafforzati: il sostegno potrà coprire fino al 70% del costo dell’elettricità sostenuto dalle imprese, rispetto al precedente limite del 50%. Tuttavia, questo aiuto riguarda solo il 50% del consumo energetico aziendale, con l’intento di evitare distorsioni di mercato e di mantenere incentivi al risparmio energetico. Inoltre, il meccanismo può essere combinato, entro certi limiti, con altri strumenti esistenti quali quelli collegati al sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS), che compensano parte dei costi indiretti della CO2.
Impatti della crisi energetica e settori più colpiti
La Commissione europea sottolinea come la crisi stia colpendo in maniera particolarmente dura settori chiave: i prezzi dei fertilizzanti sono aumentati fino al 61% rispetto al 2024, mentre il diesel registra un incremento annuo del 21%. Anche il settore dei trasporti su strada, con margini molto ristretti (2-3%), è sotto pressione. Nel comparto pesca, i costi del carburante hanno superato livelli di sostenibilità economica, con il rischio concreto di fermo temporaneo di una parte significativa delle flotte.
Il quadro introdotto da Bruxelles sarà in vigore fino al 31 dicembre 2026 e prevede anche una procedura accelerata di approvazione degli aiuti nazionali per agevolare interventi tempestivi. Inoltre, è prevista la possibilità di interventi mirati sul prezzo del gas per la produzione elettrica.
Il nuovo regime si inserisce all’interno di una strategia più ampia dell’Unione Europea per fronteggiare la crisi energetica, che include misure immediate e strutturali per aumentare l’autonomia energetica e l’elettrificazione, come illustrato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. La strategia prevede inoltre un maggiore coordinamento tra gli Stati membri, acquisti congiunti e diversificazione delle fonti energetiche, senza sospendere strumenti chiave come l’ETS e la cosiddetta carbon tax (CBAM).





