Massa, 14 aprile 2026 – Proseguono le indagini sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, il carpentiere di 47 anni ucciso nella notte tra sabato e domenica scorsi nel centro storico di Massa. Il fatto di sangue ha scosso profondamente la comunità locale, riunita in una fiaccolata commemorativa promossa da Comune e Diocesi. Intanto, gli inquirenti lavorano per ricostruire la dinamica dell’aggressione che ha portato alla morte dell’uomo, avvenuta sotto gli occhi della compagna e del figlio di 11 anni.
Le dichiarazioni degli indagati e dei familiari
Tra i cinque giovani identificati – due minorenni di 16 anni, un 17enne italiano, un 19enne e un 23enne di origini rumene – il 17enne fermato ha riferito agli inquirenti di aver reagito a un presunto colpo ricevuto da Bongiorni al setto nasale. Analogo racconto è stato fatto da Alexandru Ionut Miron, 23 anni, uno dei maggiorenni arrestati. Anche i genitori degli arrestati sostengono che i loro figli si sarebbero difesi da un’aggressione iniziata da Bongiorni e dal fratello della compagna, Gabriele Tognocchi, che aveva richiamato i giovani per il lancio di bottiglie contro un kebab in piazza Felice Palma.
Il padre del 19enne Eduard Alin Caratasu ha dichiarato: «Io credo che debba essere successo qualcosa, loro dicono che si sono difesi. Non ho insegnato a mio figlio la violenza, mio figlio non è violento». Gabriel Caratasu, altro genitore, si è detto inoltre disponibile a pagare gli studi al figlio di Bongiorni, il bambino di 11 anni che ha assistito alla tragedia. Similmente, il padre di Miron ha sottolineato che suo figlio «non è un cattivo ragazzo» e che la violenza non è stata da lui insegnata.
Le indagini e la ricostruzione dell’omicidio di Bongiorni
Secondo la Procura di Massa, la lite sarebbe scaturita da motivi futili e si sarebbe consumata in un arco temporale di 15-30 secondi, come evidenziato dalle immagini di videosorveglianza acquisite dai carabinieri. Bongiorni sarebbe stato colpito da un pugno che lo ha fatto cadere a terra, dove sarebbe stato accerchiato e colpito ripetutamente da cinque giovani, tra cui i due maggiorenni finiti in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Sono inoltre indagati altri due minorenni per rissa aggravata.
Il procuratore Piero Capizzoto ha chiarito che «la dinamica del fatto non si esaurisce in un colpo solo inferto, che certamente è quello che ha provocato il decesso». Per questo motivo è stato conferito l’incarico per l’autopsia, che sarà svolta oggi all’ospedale di Genova, al fine di stabilire con certezza le cause della morte e le responsabilità. Dai filmati emerge che, una volta a terra, Bongiorni è stato colpito ancora.
Gli indagati non presentavano segni di ubriachezza o alterazione al momento dell’arresto. La Procura sta inoltre valutando le testimonianze di persone presenti sul luogo che hanno permesso di individuare i sospetti. L’attenzione è rivolta anche alle condizioni di Gabriele Tognocchi, finito in ospedale con fratture alla tibia e al setto nasale, il quale aveva richiamato i giovani per il lancio di bottiglie e bicchieri contro la vetrina di un locale.
Nel frattempo, la città di Massa vive ore di profondo lutto e tensione. Al dolore per la perdita di Bongiorni si somma la richiesta di maggiore sicurezza e controllo da parte delle autorità, con la decisione di chiudere i locali notturni alle 00:30 fino al 31 maggio per prevenire ulteriori episodi di violenza.






