Massa, 18 aprile 2026 – La città di Massa si è stretta attorno alla famiglia di Giacomo Bongiorni, il carpentiere di 47 anni ucciso brutalmente sabato scorso davanti al figlio di 12 anni durante un’aggressione scaturita da un rimprovero rivolto a un gruppo di giovani. In un momento di profondo dolore, il vescovo di Massa, Mario Vaccari, ha espresso parole di conforto e riflessione durante i funerali, sottolineando la giustezza del gesto di Giacomo e invitando la comunità a non cedere alla violenza e all’odio.
La città si mobilita: 20 mila persone alla fiaccolata
La mobilitazione cittadina è stata imponente: circa 20 mila persone hanno partecipato alla fiaccolata organizzata congiuntamente dalla Diocesi e dal Comune di Massa. Il corteo si è snodato attraverso i luoghi simbolo della città, da piazza Aranci alla Cattedrale, fino a piazza Palma, teatro della tragedia. La folla, composta da cittadini di ogni età, ha accompagnato silenziosamente il passaggio della famiglia Bongiorni e delle autorità, con momenti di commozione e ripetuti applausi.
Il sindaco Francesco Persiani ha sottolineato l’importanza di questo momento come occasione per ritrovare un forte senso di comunità: «Era importante esser qua per far vedere e ritrovare un forte senso di comunità». Accanto a lui, il vescovo Vaccari ha ribadito: «Siamo qui perché tutto questo non accada mai più».
La fiaccolata è stata anche l’occasione per manifestare solidarietà e messaggi di giustizia, con striscioni quali “No alla violenza” e “Giustizia per un eroe dagli occhi blu”. Presente anche la compagna di Giacomo, Sara Tognocchi, che avrebbe dovuto sposarsi con lui a luglio, e rappresentanti della comunità rumena, alla quale appartengono due dei giovani indagati per il delitto.
Il monito del vescovo Vaccari: “Giacomo Bongiorni ha fatto la cosa giusta”
Durante l’omelia, mons. Vaccari ha rivolto parole di grande valore umano e sociale. Ha definito Giacomo Bongiorni un uomo buono che ha fatto «la cosa giusta» intervenendo per richiamare un gruppo di ragazzi che si comportavano in modo scorretto. Il vescovo ha espresso vicinanza profonda alla famiglia: «Siete stati raggiunti da qualcosa di ingiusto e brutale. Non ci sono parole che lo riparino. Questa comunità non vi lascia soli».
Monsignor Vaccari ha poi richiamato la responsabilità collettiva nel costruire un tessuto sociale sano, auspicando un patto educativo tra istituzioni, scuole, famiglie e comunità cristiane per la crescita dei giovani. Ha inoltre sottolineato che il perdono e la riconciliazione non devono essere intesi come una richiesta alla famiglia di Giacomo, ma come strumenti per sanare una società lacerata e per evitare che l’odio divida la città in fazioni contrapposte.
Il vescovo ha infine ammonito contro le derive di rabbia che possono trasformarsi in chiusura e contrapposizione, rimarcando la necessità di dialogo e convivenza: «Il nuovo inizio non può nascere dalla vendetta, né dalla paura, né dall’indifferenza. Solo guardandoci in faccia, con tutte le nostre differenze, possiamo costruire una comunità forte».


