Massa, 15 aprile 2026 – Proseguono le indagini sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso a calci e pugni nella notte tra sabato e domenica scorsa in piazza Palma, davanti al figlio dodicenne. I due maggiorenni fermati e interrogati dal gip – Eduard Alin Carutasu, 19 anni, e Ionut Alexandru Miron, 23 anni, entrambi di origine romena e residenti rispettivamente a Massa e Montignoso – hanno fornito le loro versioni nel corso dell’udienza di convalida del fermo, tenutasi nel carcere di Massa.
La dinamica della morte di Bongiorni
Secondo quanto riferito dall’avvocato di Carutasu, Enzo Frediani, e dall’avvocato di Miron, Giorgio Furlan, la rissa è scoppiata a seguito di un equivoco. Un gruppo di giovani, tra cui Carutasu, si trovava davanti a un kebab quando una bottiglia è accidentalmente caduta a terra. I ragazzi hanno prontamente raccolto i vetri, smentendo così le accuse secondo cui avrebbero lanciato bottiglie contro le vetrate del locale, già rotte da tempo.
Tuttavia, è proprio in questo contesto che si è sviluppato l’alterco: Bongiorni avrebbe dato una testata a un giovane del gruppo, e il cognato della vittima, Gabriele Tognocchi, sarebbe intervenuto armato di bottiglia, minacciando i ragazzi. A quel punto, Carutasu e un altro giovane hanno bloccato e colpito Tognocchi, dando origine a uno scambio di colpi. La situazione è ulteriormente degenerata quando Bongiorni ha reagito alle provocazioni subite, scatenando la violenza fatale.
I due ragazzi, pur indagati per omicidio volontario, hanno dichiarato davanti al giudice di non aver avuto intenzione di uccidere: Carutasu ha ammesso di aver dato un calcio a Bongiorni “per rabbia, non per uccidere”, mentre Miron ha negato di aver mai sfiorato la vittima, attribuendo l’inizio della lite alla caduta della bottiglia.
La comunità e il contesto locale
La tragedia ha scosso profondamente la comunità di Massa, dove Bongiorni era molto conosciuto come padre di famiglia. La vicenda ha assunto un rilievo nazionale, alimentando discussioni sui motivi dell’aggressione e sul rischio di fenomeni di baby gang, ipotesi però respinta da alcuni genitori della zona che escludono azioni organizzate e sottolineano la natura episodica dello scontro.
La rissa è avvenuta proprio nel giorno in cui la comunità rumena locale si riuniva per celebrare la Pasqua ortodossa, un momento di grande importanza religiosa e sociale, amplificando il dolore collettivo. Nel frattempo, le indagini proseguono anche nei confronti di altri cinque indagati e di un minorenne, che si trova in una comunità a Genova, e che ha raccontato di aver avuto un alterco con il cognato di Bongiorni.
Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano Miron che blocca Tognocchi mentre Carutasu lo colpisce, confermando la versione difensiva del coinvolgimento dei due maggiorenni. I legali hanno espresso il dispiacere dei loro assistiti per quanto accaduto, mentre la procura continua ad approfondire le responsabilità per chiarire la dinamica esatta dei fatti.






