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Manifestazioni a New York durante il processo a Maduro: tensioni tra sostenitori e oppositori

Centinaia di manifestanti si sono radunati davanti al tribunale federale, tra accuse agli USA di ingerenza e richieste di giustizia per il Venezuela. Clima teso e sicurezza rafforzata

by Fabrizio Rostelli
5 Gennaio 2026

New York, 5 gennaio 2026 – Nicolás Maduro, ex presidente del Venezuela, è stato trasferito questa mattina presso il tribunale federale di New York, dove si svolgono le udienze relative al suo processo. Maduro, arrestato lo scorso 3 gennaio durante l’operazione militare denominata “Absolute Resolve” condotta dagli Stati Uniti, si trova ora sotto custodia nel carcere di Brooklyn.

Proteste e tensioni all’esterno del tribunale

immagine

Di fronte al tribunale federale newyorkese si sono radunate centinaia di persone, divise in due fazioni contrastanti: sostenitori e oppositori di Maduro. Le forze dell’ordine hanno istituito cordoni di sicurezza e transenne per contenere gli scontri verbali e fisici tra i gruppi.

Un gruppo di attivisti ha manifestato contro l’intervento militare statunitense in Venezuela e contro la cattura del leader venezuelano, esponendo cartelli con la scritta “Giù le mani dal Venezuela” rivolti al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. David, uno degli attivisti, ha dichiarato: “Si tratta di un rapimento e di un’aggressione militare, Trump ha violato il diritto internazionale e gli americani non vogliono un’altra guerra. Non si tratta di contrastare il narcotraffico, gli Stati Uniti vogliono controllare il petrolio venezuelano”.

A pochi metri di distanza, un altro folto gruppo di persone di origine venezuelana ha invece celebrato la cattura di Maduro, lodando apertamente la decisione di Trump.

Il contesto politico e le accuse contro Maduro

Maduro, che ha governato il Venezuela dal 2013 fino al 3 gennaio 2026, è accusato dagli Stati Uniti di essere a capo di un narco Stato e di traffico di droga a livello internazionale. La taglia per la sua cattura, offerta prima dall’amministrazione Biden e successivamente aumentata dall’amministrazione Trump fino a 50 milioni di dollari, riflette la gravità delle accuse mosse contro di lui, che includono anche corruzione e controllo illegale delle risorse petrolifere venezuelane.

Il suo governo è stato contraddistinto da una grave crisi economica, aggravata da sanzioni internazionali, repressione delle opposizioni e accuse di violazioni dei diritti umani. Nel gennaio 2026, in seguito all’arresto di Maduro e della moglie Cilia Flores, nominata presidente ad interim è stata la vicepresidente Delcy Rodríguez. L’operazione militare statunitense che ha portato alla cattura ha causato circa 80 vittime tra militari e civili venezuelani.

Donald Trump, attuale presidente degli Stati Uniti, ha dichiarato che gli Stati Uniti intendono controllare il Venezuela e le sue risorse petrolifere, minacciando contemporaneamente anche altri Paesi dell’area come Colombia, Cuba e Messico.

Il processo in corso a New York rappresenta un momento cruciale nelle relazioni tra Stati Uniti e Venezuela, segnando un’escalation senza precedenti nello scontro tra le due nazioni. Nel frattempo, fuori dal tribunale, la tensione resta alta con manifestazioni che riflettono la profonda polarizzazione sull’operato di Maduro e l’intervento americano.


Fonte: Fabrizio Rostelli - Maduro, proteste all'esterno del tribunale di New York durante il processo

Tags: Donald TrumpNew YorkNicolás MaduroVenezuela

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