Milano, 6 maggio 2026 – Proseguono gli sviluppi nell’inchiesta sul sistema arbitrale del calcio italiano, con nuove audizioni che coinvolgono figure di rilievo nel mondo della Serie A e dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA). Tra i protagonisti delle recenti testimonianze spicca Riccardo Pinzani, ex arbitro e attuale Club Referee Manager della S.S. Lazio, ascoltato per oltre tre ore in Procura a Milano.
La testimonianza di Riccardo Pinzani
Riccardo Pinzani, ex arbitro di Serie A e B con undici stagioni di esperienza, è stato sentito dall’ufficio del pubblico ministero Maurizio Ascione in qualità di persona informata sui fatti. Pinzani, che fino al 2025 ha ricoperto il ruolo di coordinatore nazionale della Commissione AIA per la formazione degli addetti agli arbitri, attualmente opera come Club Referee Manager della Lazio, incarico che lo vede punto di riferimento per i rapporti con il mondo arbitrale e per il supporto tecnico-regolamentare alla prima squadra biancoceleste.
L’audizione, durata oltre tre ore, si inserisce nell’ambito di un’inchiesta che ha al centro cinque indagati, tra cui l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi. L’indagine riguarda presunte irregolarità come le cosiddette “bussate alla sala Var”, ossia interferenze per modificare o confermare decisioni arbitrali prese in campo, e sospette designazioni arbitrarie, con ipotesi di concorso in frode sportiva.
Successivamente a Pinzani, è prevista l’audizione di Andrea Butti, responsabile dell’ufficio Competizioni per la Lega Serie A, anch’egli chiamato a testimoniare come persona informata sui fatti.
Il contesto dell’inchiesta e i sospetti sulle designazioni arbitrarie
L’inchiesta si focalizza su episodi avvenuti nella scorsa stagione, tra cui due designazioni contestate operate dall’ex designatore Gianluca Rocchi: la nomina di Andrea Colombo, arbitro gradito all’Inter, per una trasferta a Bologna del 20 aprile 2025, e l’assegnazione a Daniele Doveri della semifinale di Coppa Italia, presumibilmente per evitare la sua presenza in partite decisive per il club nerazzurro, a cui Doveri era poco gradito secondo gli inquirenti.
Il filone investigativo richiama alla mente passate vicende di scandali arbitrali nel calcio italiano, analoghi a quanto accaduto con la storica “Calciopoli” del 2006, quando furono coinvolti dirigenti, arbitri e società di Serie A in un sistema di manipolazioni che scosse profondamente il mondo del calcio nazionale.
L’attuale inchiesta, monitorata con attenzione dalla Procura di Milano, mira a fare luce sulle dinamiche che regolano le designazioni arbitrali e sulle possibili interferenze esterne nel corso delle gare, per garantire trasparenza e correttezza nel campionato di Serie A.
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