Reggio Emilia, 6 maggio 2026 – La città emiliana è in fermento per l’imminente visita di Catherine Middleton, la Principessa del Galles, annunciata a sorpresa da Kensington Palace. La visita, prevista per la prossima settimana, rappresenta il primo viaggio all’estero della principessa dopo un periodo di malattia e si concentrerà sull’approfondimento del celebre Reggio Emilia Approach, un metodo educativo per l’infanzia (0-6 anni) riconosciuto a livello internazionale.
Un riconoscimento per il modello educativo di Reggio Emilia
Nonostante il riserbo sulle location e sui dettagli del programma, è altamente probabile che la Principessa Kate visiterà più di una scuola nella città, per osservare da vicino questa filosofia educativa innovativa, che ha le sue radici nel dopoguerra grazie al pedagogista reggiano Loris Malaguzzi. Il metodo, che pone il bambino al centro come soggetto attivo, titolare di diritti e dotato di “cento linguaggi” espressivi, comunicativi e cognitivi, si basa su principi di pedagogia relazionale, documentazione e partecipazione delle famiglie.
Il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, ha sottolineato come la visita della principessa rappresenti un importante riconoscimento per il sistema educativo della città e per la sua storia culturale: “Sarà un onore raccontare la genesi e la pratica di questa nostra esperienza educativa, a conferma che investire risorse e intelligenze nell’educazione e nella prima infanzia continua a riscuotere attenzione e consensi unanimi.” Il primo cittadino ha inoltre ricordato con rispetto la figura di Loris Malaguzzi, fondatore e guida illuminata di questo percorso scolastico, e di Carla Rinaldi, che ha portato avanti nel mondo questa esperienza e che è scomparsa un anno fa.
L’assessora alle Politiche educative, Marwa Mahmoud, ha evidenziato il valore ancora più forte che assume oggi il Reggio Emilia Approach in un contesto globale dove i diritti dei bambini e delle bambine sono spesso messi in discussione. “Sapere che questa esperienza è osservata con attenzione a livello internazionale e può diventare fonte di ispirazione è motivo di orgoglio per tutta la nostra città.”
Reggio Children: un’occasione di confronto autentico
La visita della Principessa del Galles è accolta con entusiasmo anche da Reggio Children, il centro internazionale nato nel 1994 per la difesa e la promozione dei diritti e delle potenzialità dell’infanzia, che valorizza e rafforza l’esperienza delle scuole e dei nidi d’infanzia comunali di Reggio Emilia. Maddalena Tedeschi, presidente di Reggio Children, ha definito questo evento “un onore straordinario e una responsabilità che sentiamo con chiarezza”. Per lei, la visita rappresenta soprattutto “un’occasione di confronto autentico” con una realtà educativa che da decenni si basa su ascolto, creatività e valorizzazione dei cento linguaggi dei bambini.
Tedeschi ha inoltre sottolineato come l’impegno della Royal Foundation Centre for Early Childhood – che mira a restituire alla dimensione emotiva e relazionale dell’infanzia la centralità che le appartiene – sia perfettamente in sintonia con la filosofia educativa praticata da Reggio Emilia e portata nel mondo da Reggio Children. “Il mandato di Reggio Children nasce da una convinzione politica: i bambini sono soggetti di diritti, portatori di pensiero e linguaggi molteplici.”
Il presidente dell’Istituzione Scuole e Nidi di Reggio Emilia, Federico Ruozzi, ha ricordato come la visita della Principessa Kate, attraverso la Royal Foundation e Reggio Children, sia la testimonianza di quanto sia stato fatto dal dopoguerra a oggi, passando dalle prime scuole d’infanzia autogestite degli anni Cinquanta fino all’attualità, e rappresenti un riconoscimento internazionale di un percorso educativo unico.
Il lascito di Loris Malaguzzi e l’impatto globale del suo pensiero
Il Reggio Emilia Approach deve molto alla figura di Loris Malaguzzi (1920-1994), pedagogista e insegnante italiano, che ha dato forma a un modello educativo che mette il bambino al centro del processo di apprendimento, valorizzandone la creatività e i molteplici linguaggi espressivi. Malaguzzi ha scritto che “i bambini costruiscono la propria intelligenza, gli adulti devono fornire loro attività e contesti e soprattutto devono essere in grado di ascoltare.”
La sua visione ha rivoluzionato la pedagogia infantile, ponendo l’accento su un apprendimento attivo, relazionale e partecipativo. Ha introdotto il concetto di “atelier” come luogo di sperimentazione e creatività, e ha sempre sottolineato la centralità dell’osservazione e della documentazione come strumenti per comprendere i processi di apprendimento individuali e collettivi.
Grazie al suo contributo e a quello di collaboratori come Carla Rinaldi, il metodo di Reggio Emilia è oggi studiato e applicato in tutto il mondo, riconosciuto come un modello d’eccellenza per l’educazione della prima infanzia. La recente visita della Principessa del Galles testimonia l’importanza e la rilevanza globale di questa esperienza educativa, che continua a essere fonte di ispirazione e confronto a livello internazionale.
