Milano, 24 gennaio 2026 – Andrea Sempio ha ribadito la sua versione dei fatti riguardo al 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, confermando di non volerla modificare nonostante la nuova perizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo possa indicare un orario del decesso differente. Intervistato da Quarto Grado su Rete Quattro, Sempio ha sottolineato che il suo alibi, basato sullo scontrino del parcheggio di Vigevano, rimane invariato e che eventuali verifiche spettano agli inquirenti.
La posizione di Andrea Sempio e le controversie sull’alibi
Andrea Sempio ha dichiarato: “Questo è quello che io ho fatto quel giorno. Non posso cambiare quello che dico in base ai risultati della dottoressa Cattaneo”. Lo scontrino del parcheggio, infatti, è stato sempre presentato come prova della sua presenza a Vigevano, anche se alcune indagini recenti ne mettono in dubbio l’effettiva appartenenza a Sempio, come rivelato da testimoni e verifiche incrociate.
Nonostante la nuova inchiesta della Procura di Pavia abbia riaperto il caso, con Andrea Sempio come unico indagato per concorso nell’omicidio, numerosi esperti e cronisti giudiziari sottolineano che molti degli elementi raccolti, in particolare quelli relativi al DNA, sono indizi e non prove definitive.
Nuove perizie e la dinamica dell’omicidio
Parallelamente, una nuova perizia condotta nella villetta di via Pascoli a Garlasco ha ipotizzato che l’aggressione a Chiara Poggi sia iniziata in cucina, contrariamente alla prima ricostruzione che la collocava all’ingresso. Il consulente Dario Redaelli ha riferito del rinvenimento del DNA di Alberto Stasi – unico condannato per l’omicidio – sulla cannuccia di un bricco di Estathé trovato nella spazzatura, elemento che rafforza la tesi della responsabilità di Stasi secondo la difesa della famiglia Poggi.
Questi nuovi accertamenti potrebbero avere un ruolo in una eventuale richiesta di revisione del processo, ma restano da valutare con attenzione dagli inquirenti. Nel frattempo, Andrea Sempio continua a dichiararsi estraneo ai fatti, sostenendo di non avere mai avuto una relazione particolare con la vittima e rifiutando le accuse che lo indicano come coinvolto nell’omicidio.
Il caso di Garlasco rimane così uno dei più intricati e controversi della cronaca giudiziaria italiana, con in corso indagini che cercano di fare luce su una vicenda ormai lunga diciotto anni, segnata da sentenze definitive, nuove perizie e un acceso dibattito pubblico.






