Pescara, 6 maggio 2026 – Prosegue il dibattito sulla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, in particolare riguardo al ricovero in ospedale di una delle bambine coinvolte. La Garante nazionale per l’Infanzia, Marina Terragni, ha precisato che la madre non è autorizzata ad assistere la figlia ricoverata in modo libero, ma può effettuare solo visite limitate a un’ora e sempre in presenza di un’educatrice.
La posizione della Garante per l’Infanzia
Marina Terragni ha smentito categoricamente la voce secondo cui la madre della bambina sarebbe presente in ospedale durante il ricovero. In un post su Facebook ha ribadito che per la mamma sono previste solo visite sorvegliate, sottolineando che questa misura è stata adottata per garantire la sicurezza della minore. La nomina di Terragni a Garante, avvenuta nel gennaio 2025, è stata oggetto di accese polemiche per le sue posizioni note su temi legati all’identità di genere e ai diritti delle famiglie, ma resta centrale il suo ruolo istituzionale nella tutela dei minori.
Il punto di vista dello psichiatra Tonino Cantelmi
Dall’altro lato, lo psichiatra Tonino Cantelmi, incaricato dai legali della famiglia, ha denunciato una gestione poco sensibile della situazione. Cantelmi ha raccontato che il ricovero d’urgenza della bambina è avvenuto senza che i genitori ne fossero informati tempestivamente; infatti, solo il giorno successivo hanno saputo del ricovero. Le visite concesse ai genitori sono limitate e avvengono sempre in presenza di un’operatrice della casa famiglia, senza alcuna privacy o intimità. Cantelmi ha inoltre segnalato che, nonostante la richiesta degli avvocati, non ha ancora ottenuto risposta dalla primaria del reparto per un confronto medico. Secondo lui, i genitori, ritenuti sani di mente e non pericolosi da perizie ufficiali, dovrebbero poter stare vicino alla figlia in questa circostanza straordinaria.






