Reggio Calabria, 17 aprile 2026 – Emergono nuovi dettagli dall’inchiesta dei carabinieri del Ros coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che coinvolge il nome di Rocco Commisso, ex patron della Fiorentina scomparso lo scorso gennaio. Un’informativa depositata agli atti dell’indagine riporta intercettazioni in cui un boss della ‘ndrangheta afferma che Commisso avrebbe finanziato una cosca di Marina di Gioiosa Ionica, suo paese d’origine. La società viola ha respinto con fermezza ogni accusa, definendole infondate e diffamatorie.
L’informativa dei Ros e le intercettazioni sul presunto finanziamento
Le conversazioni intercettate risalgono al 14 luglio 2024 e riguardano dialoghi tra esponenti della cosca di Marina di Gioiosa Ionica e Frank Albanese, boss italo-americano residente a Albany, New York, arrestato nell’ambito dell’inchiesta. Nel corso di un incontro in un bar, Albanese avrebbe affermato che “Rocco Commisso aveva finanziato l’associazione mafiosa versando un milione di euro”. In aggiunta, sarebbe stata citata una presunta vicinanza del nome Commisso al “Gioiosa Marina Social Club di Brooklyn”, collegata alla comunità italo-americana.
L’informativa sottolinea anche affermazioni di alcuni interlocutori riguardo al patrimonio stimato di Commisso – valutato in oltre 6 miliardi di dollari – e alla destinazione di parte di questi fondi per il sostegno ai detenuti affiliati alla cosca. Tuttavia, si tratta di dichiarazioni da verificare approfonditamente da parte della magistratura.
La replica della Fiorentina e della famiglia Commisso
L’ACF Fiorentina e il presidente Giuseppe B. Commisso hanno immediatamente rigettato le accuse, definendole “totalmente prive di fondamento probatorio e diffamatorie”. Nel comunicato ufficiale si evidenzia come Rocco Commisso abbia costruito la propria carriera e fortuna grazie a duro lavoro e integrità, a partire dal suo trasferimento negli Stati Uniti a soli 12 anni.
Rocco Commisso, nato a Marina di Gioiosa Ionica il 25 novembre 1949 e scomparso a New York il 16 gennaio 2026, è stato imprenditore di successo e filantropo di fama internazionale. Fondatore di Mediacom, società di telecomunicazioni statunitense, e proprietario della Fiorentina dal 2019 fino alla sua morte, Commisso ha sempre lavorato attivamente per combattere gli stereotipi negativi sugli italo-americani. Fra i suoi più rilevanti contributi, la realizzazione del Viola Park, il centro sportivo più grande d’Italia dedicato al calcio, e numerose iniziative filantropiche che hanno sostenuto migliaia di studenti e comunità negli Stati Uniti e in Italia.
La ‘Ndrangheta e il contesto dell’indagine
L’indagine della Dda di Reggio Calabria, che ha portato all’arresto di sette persone accusate di associazione mafiosa, estorsione e danneggiamento, si concentra in particolare sulla cosca di Marina di Gioiosa Ionica, ritenuta parte della “Società di Siderno”, una rete criminale con ramificazioni internazionali. Frank Albanese, figura chiave in questo contesto, rappresenta il collegamento tra i clan calabresi e le comunità italo-americane degli Stati Uniti.
Le dichiarazioni riguardanti il presunto sostegno economico di Rocco Commisso al clan sono attualmente oggetto di verifica da parte della magistratura, che sta valutando la fondatezza delle prove raccolte. Nel frattempo, la famiglia Commisso e la società viola hanno intrapreso azioni legali per tutelare l’immagine dell’ex presidente.
Il caso si inserisce in un più ampio quadro di attenzione istituzionale verso la diffusione e l’infiltrazione della ‘ndrangheta in varie regioni italiane e all’estero, con la Commissione parlamentare antimafia che definisce le recenti operazioni come “risultati storici nella lotta alla criminalità organizzata”. La vicenda di Rocco Commisso, uomo d’affari di origine calabrese noto per la sua filantropia e il suo impegno nel calcio, è al centro di un acceso dibattito mediatico e giudiziario, mentre proseguono le indagini sui legami tra mafia e imprenditoria.





