Uno scostamento di bilancio “da miliardi” e lo stop al Green Deal sono le richieste che Matteo Salvini ha portato a Berlino, durante la visita a InnoTrans 2026, fiera internazionale del trasporto ferroviario e della mobilità aperta oggi. Al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti servono almeno 8 miliardi di euro entro la fine dell’anno per pagare i lavori già realizzati e garantire la continuità dei cantieri, ha spiegato il vicepremier nel punto stampa allo stand di Ferrovie dello Stato. La prossima manovra, nelle sue parole, deve finanziare gli investimenti e lo sviluppo, le pensioni e l’aumento degli stipendi.
Manovra, conti pubblici e contributo delle banche
Il ministro ha definito “surreale” che la possibilità dell’Italia di investire possa dipendere da uno 0,1%, aggiungendo che questo non fermerà la volontà del governo di sostenere infrastrutture e innovazione. “Con due guerre in corso abbiamo bisogno di una manovra forte, coraggiosa e non dello zero virgola“, ha affermato, collegando le tensioni internazionali anche ai prezzi: il timore espresso è che l’aumento dei carburanti possa sommarsi a quello dell’energia. In questa cornice, Salvini ha rilanciato l’ipotesi di un contributo delle banche per sostenere pensioni, salari e investimenti.
Secondo il vicepremier, gli istituti potrebbero fare la loro parte anche nell’ipotesi in cui gli utili complessivi del settore passassero da circa 50 miliardi a 46-47 miliardi. La richiesta di scostamento di bilancio, presentata come necessaria a evitare rallentamenti nei pagamenti e nei cantieri, è stata accompagnata dall’impegno a concentrare le risorse sulle leve considerate strategiche dal dicastero: opere pubbliche, sostegno al reddito e competitività. Il confronto sui conti pubblici e sulla procedura europea per deficit eccessivo è rientrato, nelle parole del ministro, tra i dossier aperti ma non tali da frenare i programmi in corso.
Infrastrutture, Ponte sullo Stretto e stop al Green Deal
Il sistema ferroviario italiano, ha sostenuto Salvini, è diventato “un modello per tutto il resto d’Europa“. A suo giudizio, Germania, Francia, Spagna e Austria guardano all’esperienza italiana anche grazie al lavoro dei circa 90mila dipendenti di Ferrovie dello Stato. Il ministro ha rivendicato 250 miliardi di euro di cantieri finanziati e aperti, sottolineando l’importanza di garantirne continuità nei prossimi mesi.
Il Ponte sullo Stretto resta fra gli obiettivi prioritari. L’iter è “in fase molto avanzata” e l’intenzione dichiarata è di arrivare nel 2026 all’avvio dei lavori. Intervenendo in collegamento da Berlino alla presentazione della relazione annuale dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Salvini ha ricordato i circa 30 miliardi di cantieri stradali e ferroviari aperti tra Sicilia e Calabria e la progettazione dell’Alta velocità fino a Reggio Calabria. Ha precisato che il passaggio finale dell’iter spetta alla Corte dei conti.
L’appello alla Commissione europea e alla presidente Ursula von der Leyen riguarda lo stop al Green Deal e l’apertura, nei prossimi sei mesi, di un confronto su quali misure mantenere e quali rivedere. La richiesta è stata collegata soprattutto alla crisi dell’industria automobilistica tedesca: secondo Salvini, il rischio di perdere decine di migliaia di posti di lavoro contribuisce a spiegare la crescita elettorale di AfD. Senza un cambio di rotta nelle politiche ambientali europee, ha aggiunto, a beneficiare delle difficoltà industriali sarebbero soprattutto i concorrenti cinesi.
Rispondendo a chi gli ha chiesto se fosse previsto un incontro con AfD durante la permanenza a Berlino, il vicepremier ha spiegato di avere soltanto quattro ore a disposizione nella capitale tedesca. Commentando il voto in Germania, ha sostenuto che dalle urne sia emersa una forte richiesta di cambiamento, legata soprattutto al lavoro e alla sicurezza.
