Il vicepremier Matteo Salvini ha incontrato a Milano gli imprenditori attivi in Russia e rilanciato la ripresa delle relazioni diplomatiche e commerciali; poche ore dopo le sue dichiarazioni, l’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov ha elogiato l’iniziativa su Facebook. A margine del confronto con i rappresentanti di Gim-Unimpresa, il leader leghista è stato intervistato dalle agenzie Tass e Vosti: «L’Italia potrebbe svolgere un ruolo» nella risoluzione del conflitto in Ucraina, ha affermato, aggiungendo: «Non escludo nulla nei prossimi mesi».
Gli elogi di Paramonov e le condizioni russe sul gas
La riapertura dei rapporti con Mosca auspicata da Salvini riguarda diversi ambiti. «Spero che le due parti in conflitto trovino un terreno comune affinché l’Italia possa finalmente riprendere i legami commerciali, sportivi, accademici e culturali con la Federazione Russa», ha dichiarato il vicepremier nelle interviste.
Alexey Paramonov ha descritto l’incontro milanese come un’iniziativa che «testimonia l’inizio di un ritorno dell’establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso». Nel lungo intervento pubblicato su Facebook, l’ambasciatore ha sostenuto che l’Italia stia cominciando a rendersi conto di aver pagato un prezzo «smisuratamente alto» per la partecipazione alla «politica antirussa di Bruxelles».
Secondo Paramonov, si starebbe diffondendo la consapevolezza che quella linea sia stata un errore e che occorra riflettere su come ripristinare e rilanciare i rapporti economici con la Russia, da lui definiti «avventatamente interrotti».
L’apertura di Salvini ha dunque trovato una risposta favorevole a Mosca, ma sul possibile ritorno delle forniture di gas all’Italia il portavoce del presidente russo, Dmitrij Peskov, ha posto delle condizioni: «La Russia sarà pronta a discutere un ritorno sul mercato europeo del gas se questo sarà vantaggioso per il Paese e se riuscirà a reperire i volumi necessari».
Il richiamo di Tajani e le critiche a Salvini
L’iniziativa non ha trovato sostegno negli altri componenti del governo. L’unico commento dalle forze della maggioranza è arrivato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Quando finirà la guerra nessuno più di noi vuole ripristinare le relazioni con i Paesi. Non siamo in guerra con la Russia, però è importante che la Russia rispetti il diritto internazionale e rinunci all’invasione dell’Ucraina».
Il leader di Azione Carlo Calenda ha invece attaccato il vicepremier: «Mentre i caccia italiani difendevano i cieli dell’Europa da un’incursione di droni russi, il traditore della patria Salvini si calava le braghe davanti a Putin. Lo ha fatto talmente tante volte da usurare le braghe e la pazienza degli italiani».
Il partito di Roberto Vannacci ha mandato a Mosca un proprio rappresentante, il consigliere comunale di Trieste Ugo Rossi, nel gruppo di esperti stranieri incaricato di certificare la legittimità del voto per il rinnovo della Duma.
Il deputato ex leghista Edoardo Ziello ha contestato la coerenza dell’iniziativa: «Finalmente Salvini si interessa delle imprese italiane che operano in Russia, ma una domanda sorge spontanea: qual è stato il senso concreto dell’incontro con il comparto delle imprese visto che ogni anno vota a favore degli invii delle armi in Ucraina e sostiene le sanzioni contro la Russia?».
