Donald Trump è pronto a prendere la parola al Palazzo di Vetro. Il presidente degli Stati Uniti è a New York per l’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove il suo intervento è atteso a breve. Sul tavolo ci sono soprattutto la guerra con l’Iran, la Groenlandia e la lotta ai cartelli della droga, ma anche l’Ucraina e il rapporto sempre più complicato tra Washington e la stessa Onu.
La giornata del presidente americano non si fermerà al discorso. Subito dopo sono previsti diversi incontri con i leader arrivati a New York, compreso quello con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, fissato alle 13.15 locali, le 19.15 in Italia.
Trump all’Onu, dall’Iran alla lotta contro i cartelli
Qualche anticipazione sul contenuto dell’intervento è arrivata dalla Casa Bianca. Un funzionario dell’amministrazione ha spiegato all’Associated Press che Trump intende difendere la linea seguita dagli Stati Uniti nei confronti dell’Iran, a partire dagli sforzi messi in campo per impedire a Teheran di dotarsi di un’arma nucleare.
Il tema assume un peso ancora maggiore alla luce della guerra in corso. Trump torna infatti davanti ai leader mondiali mentre il conflitto con Teheran resta aperto e proprio a New York potrebbero aprirsi nuovi spazi diplomatici. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha fatto sapere che Washington è disponibile a un confronto con rappresentanti iraniani, anche se al momento non risulta fissato alcun incontro.
Nel discorso dovrebbe trovare spazio anche la lotta ai cartelli della droga, altro fronte sul quale l’amministrazione americana ha deciso di alzare il livello dello scontro.
Groenlandia, dopo il discorso il trilaterale
Tra i dossier della giornata c’è anche la Groenlandia. Dopo l’intervento Trump parteciperà a un trilaterale con la premier danese Mette Frederiksen e il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen.
Al centro ci sarà l’accordo che punta ad ampliare la presenza militare statunitense sull’isola artica. L’intesa prevede due nuovi siti militari americani, che andrebbero ad aggiungersi alla base di Pituffik. Restano però differenti le letture dell’accordo: Trump ha parlato di un controllo permanente americano sulla sicurezza dell’isola, mentre Copenaghen ribadisce la propria sovranità e il diritto all’autodeterminazione della Groenlandia.
L’incontro con Zelensky e il colloquio con Macron
Alle 19.15 italiane Trump incontrerà Volodymyr Zelensky. Il faccia a faccia arriva dopo che lo stesso presidente americano ha chiesto la fine della guerra in Ucraina. Zelensky ha risposto sostenendo che sul tavolo con Washington ci sono proposte per provare ad arrivare a una de-escalation.
Nella notte italiana Trump ha già incontrato il presidente francese Emmanuel Macron. Il leader dell’Eliseo ha definito il colloquio “molto costruttivo”. I due hanno discusso dell’Ucraina e della sicurezza delle rotte nel Mar Rosso, con Macron che ha insistito sulla necessità di rafforzare più rapidamente le capacità di difesa di Kiev.
L’appello dell’Onu: “I combattimenti devono cessare”
Ad aprire i lavori è stato il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, alla sua ultima Assemblea generale prima della conclusione del mandato. Il suo appello ai leader è stato quello di sfruttare gli incontri di New York per favorire il dialogo e fermare l’escalation dei conflitti.
L’intervento di Trump arriva così in un’Assemblea dominata dalle guerre e dalle tensioni internazionali. Dopo gli appuntamenti politici della giornata, il presidente americano ospiterà al Lotte Palace Hotel un ricevimento per i leader presenti a New York.
